In Alaska sulle tracce di Felix Pedroni “eroe” del gold rush
Giò Barbieri in giro per Fairbanks, città della “Corsa all’oro” a caccia del mito del fondatore e della sua vita da romanzo
Dopodomani ricorre il 112imo anniversario della scoperta dell'oro e, nello stesso giorno, il 104imo anniversario della morte del fananese Felix Pedro di cui credo valga la pena ricordare ai modenesi, e non solo, la straordinaria storia.
«Giunto ai piedi della leggendaria Dalton Highway, la strada più a nord del continente americano, l'unica che raggiunge le aree impervie dell'Oceano Artico, non ho potuto esimermi dal rendere omaggio al memoriale del mitico Felice Pedroni (1858-1910)». In Alask a per tutti è Felix Pedro, temerario pioniere modenese che nel 1902 scoprì un ricco filone aurifero e pose le basi per la fondazione di Fairbanks, la seconda città dello Stato artico. «Si tratta di un gradevole complesso eretto nella Tanana Valley, sulla tranquilla Highway 6 ad una decina di miglia a nord-est della città, affacciato sul Pedro Creek, proprio nel punto in cui il torrente cambiò la vita al nostro prode e fortunato conterraneo», si legge nelle descrizioni.
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Divenuto oggi un importante sito storico della regione, meta turistica e di pellegrinaggio quasi obbligata. Basta chiedere in giro a Fairbanks per rendersi conto della reale popolarità di Felice, una figura storica ben presente nel Paese. Nel parco principale c'è una sua statua ed una serie di illustrazioni evocative sono state poste lungo l'argine del fiume e un po' dovunque in città.
Un'esistenza, quella di Felice, spesa nel segno della grande avventura nell'epoca del “Gold rush”, l'epica corsa all'oro: all'età di 23 anni lasciò Trignano (frazione a pochi chilometri da Fanano) per rincorrere il sogno di una vita migliore nel nuovo continente e vent'anni più tardi, a seguito di indicibili peripezie e fatiche, era uno degli uomini più ricchi e invidiati d'Alaska. Nel 1906 sposa Mary Doran, vivace ballerina da saloon che ben presto lo portò alla disperazione. Due anni dopo torna in Italia per chiedere la mano a un amore di gioventù, non corrisposto, una certa Egle Zanetti, maestrina di Lizzano in Belvedere. Purtroppo i parenti di lei si oppongono all'unione e così, tornato in Alaska, finisce per riunirsi a Mary Doran.
Nel 1910 Felice muore in circostanze poco chiare, mentre la moglie, in tutta fretta, fa trasferire il corpo al cimitero di San Francisco. Per svelare il mistero di quella strana fine occorrerà attendere il 1972 quando, grazie al tenace interessamento del notaio Amato Cortelloni di Pavullo, la salma viene trasferita dalla California a Fanano e qui esaminata. Dai referti emerge che la morte dell'uomo è avvenuta per avvelenamento, inoltre viene trovato uno spillone conficcato fra le vertebre.
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La vita del nostro eroe si tinge così di giallo, con una serie di sconcertanti coincidenze nei passaggi chiave della sua esistenza: il 22 luglio scopre l'oro, il 22 luglio sposa Mary Doran, il 22 luglio muore a Fairbanks.
L'amministrazione di questa città ha siglato il gemellaggio fra Fairbanks e Fanano, con la visita del sindaco Steve Thomson nell'agosto del 2007. Gemellaggio di cui i cittadini vanno fieri, tanto che, con entusiasmo mi hanno mostrato le sale del loro municipio ricolme di foto, documenti, targhe e sculture donate dalla città gemella Fanano (Twin City): qui, come i Italia, ogni anno a luglio si festeggia il Felix Pedro Day e le manifestazioni in suo onore si sprecano.
«I modenesi non lo sanno, ma la vostra provincia è molto nota e apprezzata in Alaska». Questa è l'affermazione del sindaco di Fairbanks che io consegno alla città di Modena e alla sua amministrazione perché ne faccia buon uso. Vorrei infine ricordare l'importante costituzione, a Fanano, del Comitato di Studio Felix Pedro per la creazione di un museo, grazie al sostegno dell'attore Giorgio Comaschi, della Fondazione Cassa di Risparmio, del sindaco e di Gianfranco e Francesco, discendenti di Pedroni.
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