Il sindacato Uilm commenta la contrattazione di Fiat
Dopo mesi di trattative si è finalmente raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto specifico del gruppo Fiat-Chrysler. L’intesa riguarda tutto il gruppo automobilistico, compresi i marchi di...
Dopo mesi di trattative si è finalmente raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto specifico del gruppo Fiat-Chrysler. L’intesa riguarda tutto il gruppo automobilistico, compresi i marchi di lusso modenesi Ferrari e Maserati, oltre che la Cnh Industrial, presente a Modena con due stabilimenti in via Pico della Mirandola e San Matteo.
Degli 86mila lavoratori italiani interessati dal contratto, circa 5.500 sono i dipendenti all’ombra della Ghirlandina. Ai lavoratori Fiat, dunque, verrà versata la una tantum da 260 euro, dieci euro in più rispetto a quanto proposto dal gruppo automobilistico, punto sul quale la trattativa si era arenata un mese fa.
«A Modena non ci sono aziende del gruppo che siano in crisi – è il commento di Alberto Zanetti, segretario provinciale del sindacato metalmeccanici Uilm/Uil – e pertanto ai 5500 lavoratori interessati l’una tantum di 260 euro e piccole variazioni normative non sembrano costituire grandi novità. Si riconosce una maggiore flessibilità all’ingresso degli impiegati e nella concessione dei permessi retribuiti. Modifiche al sistema nazionale delle commissioni partecipative, correzioni sul sistema di verifica dell’assenteismo. Abbiamo evidenziato subito che è necessario riprendere il confronto a partire dal 22 settembre sui temi veri rimasti fuori da questo accordo estivo». Diversi i nodi da sciogliere. «È necessario – continua Zanetti – che il futuro contratto triennale contenga il dettaglio applicativo del piano industriale, finalizzato a rendere stabile il lavoro nelle imprese italiane oggi interessate da parecchie ore di cassa integrazione. Non si può inoltre parlare di contratto che non contenga una revisione dei minimi salariali adeguati al costo della vita e che non dia l’apertura della contrattazione aziendale o a livello di società per ridistribuire anche ai lavoratori e non solo ai quadri e ai professional, i benefici della ricchezza prodotta. Noi abbiamo sempre pensato che il contratto debba essere migliorato nei suoi aspetti normativi e salariali e pertanto non siamo pienamente convinti che la strada intrapresa con l’accordo firmato ci porterà poi a definire un accordo più complessivo. Reputiamo positivo che la cifra erogata interessi anche i lavoratori in cassa integrazione che possono sostenere le loro entrate. La sensazione è che la distanza tra noi e la Fiat sia tuttora alta. Sette mesi di negoziato non hanno permesso alle parti di fare sostanziali e significativi passi in avanti al di là di quanto pattuito dall’accordo ponte siglato l’11 luglio».
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