Gazzetta di Modena

Modena

MODENA

Querzè-Muzzarelli, scontro sulla scuola: «Scelte sbagliate»

di Davide Berti
Querzè-Muzzarelli, scontro sulla scuola: «Scelte sbagliate»

La consigliera: «No all’ingresso in Fondazione Cresci@mo di altre due materne: oggi non c’è più questa necessità»

3 MINUTI DI LETTURA





Per l’amministrazione doveva essere il primo rigore a porta vuota: portare Adriana Querzè, colei che da assessore aveva ideato e creato la Fondazione Cresci@mo, a votare a favore per l’ingresso di altre due scuole nell’ente di controllo di parte del sistema scolastico modenese. E invece non sarà così nel prossimo consiglio comunale: «Non sono favorevole - sèiega Querzè - La Fondazione è nata per preservare il modello pedagogico delle scuole dell'infanzia comunali, non per eliminarle. Due anni fa, la legge impediva al Comune di assumere gli insegnanti necessari per tenere aperte le scuole dell'infanzia. La Fondazione è nata proprio per assumere direttamente gli insegnanti, per fare cioè quanto il Comune non poteva fare. L'alternativa era chiudere o esternalizzare le scuole comunali. La città ha detto con chiarezza di non pensarla in questo modo e di tenere alle scuole comunali, frutto di 40 anni di investimenti e impegno di genitori e insegnanti. La Fondazione è stata la risposta efficace a questo problema ma oggi la situazione è cambiata: è un fatto positivo».

Muzzarelli era convinto di incassare il suo sì: cosa dirà in Consiglio tra qualche giorno?

«Dirò che è passata l'emergenza e che, proprio grazie alla Fondazione, questa emergenza non ha prodotto danni a Modena. I posti delle scuole dell'infanzia non sono diminuiti e gli elementi che costituiscono la qualità dell'offerta comunale - formazione dei docenti, coordinamento pedagogico, compresenza, offerta formativa, rette per le famiglie - sono identici tra scuole comunali e scuole della Fondazione. Se però oggi il Comune non è costretto da norme capestro a cedere scuole alla Fondazione, perché si comporta come se lo fosse? Lo scorso anno la giunta ha utilizzato l'allentamento dei vincoli sul turn over per assumere sei insegnanti a tempo indeterminato in modo da trasferire una sola scuola in Fondazione pur potendo trasferirne due. È un segnale importante da recepire e sviluppare».

Qualcuno le dirà che, ora che ha cambiato banco, non è coerente con le sue scelte del passato.

«Cerco di scegliere in coerenza con le necessità di un sistema scolastico delicato, in continuo cambiamento ed inserito in un quadro normativo che ne rende complessa la gestione. Non è lo schieramento ideologico pro o contro qualche forma gestionale a sostenere le buone decisione: è l'attenzione ai valori del sistema pubblico di istruzione, al modello pedagogico delle nostre scuole, alle sempre mutevoli richieste delle famiglie, ai flussi demografici, alle opportunità concrete che la legge offre o toglie al Comune».

Sfatiamo il mito: la Fondazione serve o è solo una sovrastruttura?

«La Fondazione è stata studiata in Italia come modello gestionale innovativo e di successo ed è servita come risposta di qualità a una situazione di emergenza. Servirà ancora per espandere il sistema delle scuole dell'infanzia e per sperimentare nuovi modelli di partecipazione».

Un altro mito: si risparmia con la Fondazione o si spende di più?

«Si risparmia l'8,2%. Il Consiglio comunale lo ha verificato al termine del primo anno di funzionamento».

Lei cosa farebbe se fosse ancora oggi assessore?

«Penso che ci siano tre cose da fare. Mantenere a gestione comunale tutte le scuole del Comune senza trasferimenti alla Fondazione in quanto, oggi, questa manovra non è necessaria. Incrementare i posti nelle scuole dell'infanzia. Ai 75 avviati dalla precedente giunta nell'ultimo anno, occorrerà aggiungerne altri, aprendo due nuove scuole dell'infanzia per prevenire il fenomeno delle liste d'attesa. In passato le nuove scuole dell'infanzia venivano aperte dal Comune attraverso appalti: oggi dovrebbero essere gestite dalla Fondazione per rafforzarla mantenendo però inalterato il nucleo delle scuole comunali oggi funzionanti. Sviluppare le tante potenzialità della Fondazione di Partecipazione Cresci@Mo attraverso forme innovative di coinvolgimento di cittadini, e non solo di genitori».

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google