Sequestrata la Frattina
Castelvetro. Troppe piante morte nell’ex discarica ceramica e nel vicino Tiepido
CASTELVETRO. Le guardie zoofile hanno sequestrato la Frattina, l’ex cava di Solignano usata tra gli anni '70 e i primi '90 come discarica dei rifiuti ceramici. Il sito è tuttora inquinato e ancora da bonificare per una gran parte.
Oggi, dopo tanti anni di inattività, qualcosa si muove, fisicamente, a seguito delle denunce durante la campagna elettorale e di un esposto in Procura.
Venerdì a mettersi in moto sono state le ruspe del Comune, entrate direttamente nell'alveo del fiume per un intervento su circa 2 chilometri di argine. Sostanzialmente lo scopo è lo spostamento del corso del fiume, più verso Maranello e più lontano dalla Frattina.
Un cantiere che però è durato poco, 24 ore. Sabato mattina infatti il colpo di scena: alla Frattina sono arrivate le guardie eco zoofile dell'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animale) di Modena, che hanno messo tutta l'area sotto sequestro amministrativo. Nulla entra, nulla esce e nulla si muoverà fino a che un giudice non dissequestrerà l'area. I 5 Stelle si chiedono ora se quell’intervento sia regolare ma il sequestro non è legato ai lavori del Comune, quanto alla moria di piante e desertificazione di tutto l’alveo del torrente Tiepido, che costeggia la Frattina. Il legame tra la moria di piante e il sito inquinato pare certo, e nelle scorse settimane è arrivata un’altra denuncia sui cumuli di amianto lungo la sponda castelvetrese del torrente, il più inquinato nella zona. Dalla Frattina i metalli pesanti, i più inquinanti, sono arrivati al fiume e non solo. Il timore di Oipa e M5s è che si siano allargati anche altrove, arrivando alle falde acquifere e raggiungendo dopo tanti anni punti distanti anche 10 chilometri dalla partenza.
Non è la prima volta che la sezione modenese dell'Oipa si occupa della Frattina: insieme a quella dei 5 Stelle di Castelvetro c'era anche la loro firma sull'esposto depositato poche settimane fa, chiedendo che si riaprisse il caso giudiziario, alla caccia dei responsabili dell'inquinamento. Dopo l'esposto la sezione modenese ha ottenuto dalla propria sede di Milano il via libera e procedere col sequestro amministrativo e sabato mattina sono scattati i sigilli. Già stamattina l'Oipa porterà tutto quanto raccolto finora, documenti, analisi, foto scattate sul sito e il verbale con tutte le motivazione del sequestro direttamente in Procura, nella speranza neanche troppo remota che si passi dalla denuncia all’apertura di un nuovo fascicolo d'indagine.
Andrea Minghelli
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