Gazzetta di Modena

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LA PRECISAZIONE

«Chi non paga, non può irrigare»

Il direttore del Consorzio bonifica replica alle critiche dei Mab

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Con riferimento ai due articoli pubblicati a pagina 12 della “Gazzetta di Modena” nell'edizione del 16 luglio scorso titolati “Non paghi la bonifica? Niente acqua per irrigare” e “Un CDA con tanti nomi di spicco” riceviamo e pubblichiamo.

«Debbo innanzitutto segnalare alcuni errori da rettificare. Nel modenese l'area interessata al provvedimento criticato dal MAB è ben più circoscritta rispetto a quella indicata di 81mila ettari, avendo una superficie complessiva di circa 35.000 ettari, in quanto nelle zone di montagna (Frassinoro, Lama Mocogno, Palagano, ecc.) il Consorzio non provvede al servizio irriguo.

Inoltre per gli agricoltori il contributo irriguo vale mediamente il 90 % del contributo totale dovuto al Consorzio e non il 10 % come erroneamente riportato. Si fa infine presente che Sauro Leoni non è mai stato Consigliere di questo Consorzio e che Mirco Salsi lo è stato per alcuni mesi tra il 2012 e il 2013.

Nel merito delle critiche espresse dal MAB bisogna considerare che l'irrigazione costituisce per il Consorzio un'attività estremamente onerosa, per i costi energetici dovuti al sollevamento dell'acqua pompata dal Po a Boretto e sollevata fino a cinque volte dagli impianti consortili, nonché per la manutenzione e l'esercizio della rete irrigua, formata da oltre 2.500 chilometri di canali, da una cinquantina di impianti e da innumerevoli manufatti idraulici. Per legge questi costi debbono essere messi a carico dei proprietari dei terreni che beneficiano di tale attività, vale a dire i proprietari di terreni, a cominciare da quelli che effettivamente prelevano acqua irrigua per la conduzione delle aziende agricole. D'altro canto i principi comunitari in materia di gestione della risorsa idrica impongono il recupero dei costi (Direttiva n. 60/2000).

Il sistema di copertura delle spese dei Consorzio di bonifica si fonda sul principio della ripartizione dei costi tra i consorziati. Per cui, inevitabilmente, i costi dei prelievi di quell'esigua minoranza che non paga i contributi (inferiore al 5 %) finiscono per ripercuotersi sulla stragrande maggioranza che invece è in regola. Per questa ragione il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ha ritenuto necessario tutelare la maggioranza degli agricoltori che assolvono regolarmente l'obbligo contributivo, disponendo di subordinare il prelievo irriguo al pagamento dei contributi o, per lo meno, alla regolarizzazione della situazione debitoria mediante la concessione di una rateizzazione.

Tutti i contribuenti morosi sono stati avvisati con congruo anticipo, mediante raccomandata e, in taluni casi, anche telefonicamente, di questo provvedimento, e sono stati altresì invitati a regolarizzare la loro posizione. Grazie a questo sforzo informativo e alle rateizzazioni concesse, delle circa 4.000 aziende agricole fino ad ora servite dall'irrigazione consortile (sull'intera pianura che va da Enza a Secchia), il prelievo è stato effettivamente interdetto in non più di cinque casi».

Domenico Turazza

Direttore Generale

Consorzio bonifica Emilia Centrale

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