Regione, Modena spera in sei consiglieri Pd
Con la nuova legge in discussione tra oggi e domani e il risultato delle Europee la provincia potrebbe aspirare a tanti seggi. Primarie solo per il presidente?
Le primarie continuano a piacere e la partita si giocherà a settembre: questo è il film che anche ieri sera il Pd modenese ha tracciato in una riunione direzione piuttosto sguarnita. Primarie per il nome del successore di viale Aldo Moro, sia chiaro, perché primarie per i candidati consiglieri sarebbe un bel problema. E qui servirà la sintesi di un partito che, se dovesse confermare i dati delle Europee, vedrebbe eletti sei consiglieri dei 31 che spetteranno al Pd (in tutto, opposizione compresa, saranno cinquanta posti, due seggi di coalizione andrebbero a Tsipras) in base a quella che sarà la nuova legge elettorale.
Fra oggi e domani, infatti, andrà in scena l'ultimo atto della legislatura regionale dell'Emilia Romagna che, con ogni probabilità, terminerà con la formalizzazione delle dimissioni di Vasco Errani. Un atto che darà il via ufficiale alla partita per la sua successione. Due saranno gli atti fondamentali dell'ultima “due giorni” di seduta dell'organo legislativo regionale. Il primo è la nuova legge elettorale: c'è un sostanziale accordo sulle modifiche da apportare, l'abolizione del listino con l'elezione di tutti i consiglieri nei collegi provinciali e l'introduzione della doppia preferenza di genere. Poi dovrebbe esserci una comunicazione all'aula da parte del presidente Errani: un intervento che, se confermato, avrà un valore sia politico sia tecnico. Sarà infatti sia l'ultimo intervento istituzionale di un presidente che ha governato la Regione per 16 anni, sia l'annuncio della formalizzazione delle dimissioni che di fatto anticipa di qualche mese la fine della legislatura.
Sarà l'atto che darà il via alla lotta, che si giocherà soprattutto dentro il Pd, per la successione. Molti dei possibili candidati, a cominciare dal più accreditato, il segretario regionale del partito Stefano Bonaccini, attendono infatti, per una forma di rispetto istituzionale, l'ufficializzazione delle dimissioni di Errani per annunciare le loro intenzioni. Una partita che comunque, a questo punto pare sempre più probabile, si giocherà con le primarie che si svolgeranno ad inizio di settembre, nell'ipotesi che le elezioni regionali vengano convocate ad inizio novembre, la data prevista fino ad oggi era per il 9 novembre. Il Pd ha sempre dato per scontato che si tratti di primarie di coalizione: l'ultima direzione ha dato mandato a Bonaccini di trattare con gli alleati per definire un perimetro almeno simile a quello che che negli ultimi cinque anni ha sostenuto Vasco Errani. Ma da quello che dovrebbe essere l'alleato principale, ovvero Sel, è arrivato un segnale non certo incoraggiante in questo senso: un documento nel quale il partito non dà per scontata l'alleanza ed apre a sinistra per una riedizione regionale della “Lista Tsipras”.
«Il bilancio dell'esperienza di governo di Vasco Errani - scrive la coordinatrice regionale Elena Tagliani - pur nel complesso positivo, è costellato di luci e ombre. Sulle elezioni regionali del prossimo autunno, la scelta è quanto mai netta: le idee, prima dei nomi, la condivisione dei programmi, prima delle appartenenze e delle alleanze». Questo a parole, ma nei fatti la logica dei nomi è già cominciata e per vederla formalizzata passeranno ancora poche ore.
@dvdberti
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