Sant’Agostino, mega-appalto al Ccc
Il raggruppamento con Cmb, Cdc, Cpl, Cme e Iti vince con un’offerta da quasi 39 milioni di euro: cantiere entro l’anno
Alla fine ha vinto il Ccc, il Consorzio Cooperative Costruzioni. È quanto ha deliberato all’unanimità il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che ha deciso ieri pomeriggio, al termine di un lungo cda, il verdetto sull’assegnazione dei lavori. Una decisione senza dubbio sofferta per diversi motivi emersi nei mesi scorsi: le polemiche legate alla procedura gestita in autonomia dalla Fondazione - che, va ricordato, non ha gli obblighi degli enti pubblici - con criteri che Confindustria aveva messo in discussione, il ricorso al Tar di Italia Nostra contro l’autorizzazione al progetto data dai Beni Culturali e le sirene di Dino Piacentini che aveva invocato la trasparenza proprio nei giorni successivi allo scoppio del caso appalti al Policlinico.
Anche per tutti questi aspetti la decisione è arrivata con qualche settimana di ritardo sulla tabella di marcia che la Fondazione si era imposta. Fondazione che, va detto, ci ha messo la faccia.
La base d’asta era di 42 milioni 800 mila euro ma i lavori sono stati aggiudicati per un importo di 38 milioni 806 mila 572 euro. Hanno partecipato anche il Consorzio Ciro Menotti, la Coop Costruzione di Bologna e la Strabag di Bologna.
L’offerta migliore, per i lavori di restauro dell’ex Ospedale Sant’Agostino, è risultata essere appunto quella del raggruppamento d’imprese guidato dal Consorzio Cooperative Costruzioni (imprese consorziate Cpl Concordia, Cmb Carpi, Cooperativa di Costruzioni). La selezione era iniziata nel settembre dello scorso anno con la pubblicazione di un avviso esplorativo per manifestazioni d’interesse all’appalto dei lavori. Una volta stipulato il contratto d’appalto, il raggruppamento d’imprese potrà dare avvio al cantiere entro la fine dell’anno. Del raggruppamento fanno parte, oltre alla capofila, anche Cme e Iti s.p.a., entrambe di Modena.
«Si conclude così – commenta il presidente della Fondazione Andrea Landi – la prima parte del progetto di recupero e riqualificazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino. Ora si avvia la realizzazione dell’opera. È stato un lavoro lungo e complesso, portato a termine con successo grazie all’impegno e alla competenza di tutti coloro che hanno contribuito alla definizione di questo grande progetto di rigenerazione urbana firmato da Gae Aulenti: i progettisti, i tecnici, i collaboratori della Fondazione, tutti coloro che hanno lavorato perché si arrivasse all’aggiudicazione dei lavori. E naturalmente le imprese, per la qualità delle loro proposte. Ora inizia una nuova fase – prosegue Landi – più operativa e di maggiore impatto sulla città. Sarà nostra cura mantenere e rafforzare il legame con le istituzioni, in particolare il Comune, il Ministero e la Direzione regionale dei Beni culturali, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, la Biblioteca Estense e la Biblioteca Poletti, per gestire al meglio la fase dei lavori e, in futuro, l’organizzazione funzionale del Polo culturale. Un progetto di queste dimensioni deve poter contare sul supporto e sulla partecipazione della comunità, in tutte le sue espressioni. Il nostro impegno sarà volto a garantire la massima trasparenza su tutte le fasi del progetto, coinvolgendo la cittadinanza e fornendo il massimo d’informazione sull’avanzamento dei lavori. Il progetto di recupero e riqualificazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino costituisce un’opportunità di crescita culturale e civile che, ne sono certo, la città saprà cogliere e sostenere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
