«Comune, la riforma è poco coraggiosa»
L’ex-assessore Pini stuzzica il sindaco: «Tagli di più, specie ai dirigenti, motivi il personale, meno sedi»
Suggerimenti per una riorganizzazione della macchina comunale più efficace possibile. Sono quelli scritti da Graziano Pini, ex-assessore alle attività economicheche riprendendo i contenuti della riforma di Muzzarelli rilancia. «Prendo atto che la Giunta Muzzarelli ha deciso di ridurre di due il numero dei dirigenti comunali di prima fascia ed altri annuncia di voler "tagliare". - esordisce - Quando si dice di voler mettere mano alla macchina comunale occorrono idee chiare e coraggio, perché è inevitabile lo scontro con l'inerzia di molti interessati e di certe parti sindacali, tradizionalmente inclini a non introdurre meritocrazia, a non togliere posti di lavoro e a non privilegiare contratti a tempo determinato, cosa che invece per i dirigenti dovrebbe essere la regola. Chi non rispetta obiettivi e regole deve poter essere revocato. Anche per questo i compensi sono così superiori a quelli dei quadri intermedi». Secondo Pini, quindi si potrebbero avere « primi dirigenti (di settore) in numero minore: le mie stime dicono 7 come numero ottimale di settori (e non 10). Oltre ad altri 20-25 dirigenti di secondo livello. I contratti di massima dovrebbero essere a tempo determinato, compatibilmente con norme nazionali che inspiegabilmente vanno in direzione contraria». C’è poi il tema rotazione dei dirigenti, «mai attuata a Modena, altro ovvio principio organizzativo elementare. - spiega - Poi serve un tetto ai compensi: massimo 7 volte lo stipendio più basso del Comune. Compenso commisurato (seriamente) ai risultati del settore (dati da assessore e giunta) e differenziato in maniera significativa con seri criteri di valutazione. Va rivista la disciplina attuale, poco seria». E ancora azzerare di tutti i contratti di pseudo-consulenze e di incarichi indiretti attraverso società parallele. Tutto il personale comunale va remunerato sfruttando al massimo la flessibilità del salario. Partendo da qui occorrono iniziative di ri-motivazione del personale legate a progetti innovativi di servizi». Infine un cenno alle sedi: «di conseguenza occorre una severa rivalutazione degli spazi occupati e una riduzione degli stessi tenendo conto di diversi servizi ridotti (esternalizzazioni fatte e da fare). Concentrazione delle sedi e conseguente riduzione dei costi di locazione».
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