È scontro tra sindaco e barista
Montese. Mazza vieta i tavoli in piazza senza autorizzazione ed è protesta
MONTESE. In piena stagione turistica scoppia il caso del bar ristorante “Gran Bar 2003”. Oggetto del contendere è l'ordinanza che qualche giorno fa il sindaco Luciano Mazza ha firmato nei confronti del bar di Via Panoramica intimando i gestori a “rimuovere, con effetto immediato, l'arredo (tavoli e sedie) posto sul marciapiede di proprietà comunale antistante l'esercizio, per il mancato rispetto delle condizioni stabilite nell'atto di concessione”. Causa dell'ordinanza sarebbero le diverse segnalazioni giunte da numerosi cittadini in municipio e dallo stesso ufficio di polizia municipale del mancato rispetto da parte dei gestori del bar delle prescrizioni impartite con la concessione in parola, dal momento che l'occupazione dell'arredo esterno “invade in alcune occasioni anche parte del piazzale antistante ostacolando la libera circolazione dei pedoni, con pregiudizio alla sicurezza dei cittadini e degli autoveicoli”. A quel punto, in paese è scoppiata la bagarre tra chi sostiene le ragioni del sindaco e chi, invece, quelle dei gestori dell'esercizio. Alcune ragazze, che stavano dalla parte del bar, hanno persino inscenato una “protesta pacifica” prendendo l'aperitivo fuori dall'esercizio sedute per terra. Anche la minoranza consiliare ha voluto dire la sua e il capogruppo Francesco Indello, attraverso una mozione ha chiesto al primo cittadino di «annullare, durante tali periodi estivi, le imposte locali riguardanti l'occupazione del suolo pubblico, negli spazi adiacente alle attività commerciali, di ristorazione». Il sindaco Mazza ha argomentato che «si sono riscontrate alcune irregolarità come il fatto che il periodo di concessione dell'area ed il conseguente pagamento della tassa di occupazione (2 mesi e mezzo) non corrisponde all' utilizzo dello spazio che di fatto è occupato per diversi mesi all'anno e che l'utilizzo di uno spazio maggiore rispetto a quello concesso; l'occupazione dell'intero marciapiede senza possibilità di passaggio in violazione a quanto disposto dall'art. 20 del Nuovo Codice della Strada». Alla luce di tutti questi problemi, i gestori, invitati ad un incontro presso il municipio per discutere e trovare una soluzione, non si sono presentati. «In quella circostanza - conclude Mazza - era intenzione dell'amministrazione richiedere che l'area oggetto della concessione fosse mantenuta in parte al transito dei pedoni, in condizioni di sicurezza, così come previsto nell'atto di concessione. L'incontro aveva anche lo scopo di evitare la revoca dell'autorizzazione e eventuali atti sanzionatori».
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