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«Esami specialistici, verso il potenziamento del 30%»

di Andrea Minghelli
«Esami specialistici, verso il potenziamento del 30%»

 L’assessore alla sanità sull’ospedale: «Chiusura? Neanche per idea È stato avviato un progetto che porterà a ridurre drasticamente le liste d’attesa»

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CASTELFRANCO. L'ospedale di Castelfranco? «Non chiude, anzi». La rivelazione, che in parte taglia le gambe alle polemiche dei giorni scorsi sul depotenziamento del Regina Margherita preludio della chiusura, arriva dall'assessore comunale alla Sanità, Nadia Manni, intervenuta sabato sera alla Festa Pd di Bosco Albergati, durante una tavola rotonda dedicata appunto alla sanità a Castelfranco. «Come Comune abbiamo chiesto all'Ausl - ha spiegato l'assessore - di avere un progetto organico sulla struttura dell'ospedale, con tanto di investimento economico legato ai servizi che lì avranno sede». Si tratta di un progetto di ristrutturazione di tutto il Regina Margherita; su questi, ha continuato la Manni, «abbiamo chiesto un potenziamento del 30% della diagnostica specialistica», uno dei tasti dolenti dell'ospedale castelfranchese, con liste d'attesa che viaggiano anche sui 200 giorni d'attesa. Da quanto si apprende il progetto è nelle sue battute finali e lo scoglio di sempre, i soldi, pare essere superabile. Si tratterà di un progetto ad ampio respiro e con tempi lunghi: si parla di interventi che serviranno anni per vedere conclusi. «A settembre - ha precisato la Manni - lo presenteremo per poi avviare una riflessione con i cittadini, le organizzazioni sindacali, il consiglio comunale». Il progetto è importante e corposo e certo non è stato chiesto in questi due mesi di secondo mandato Reggianini; il che vuol dire che tutto è nato nella precedente amministrazione e che solo ora viene a galla. «Non volevamo buttare quest'argomento nel mare magnum della campagna elettorale - ha spiegato l'assessore - perché sull'argomento abbiamo assistito allo sfinimento del dibattito politico di Castelfranco. Smettiamola di piangere per costruire qualcosa di positivo, e su questo ci dobbiamo anche dire che non siamo più a 20 anni fa, che serve un salto nei servizi sanitari e che Castelfranco è pronto per questo salto». Il futuro del Regina Margherita passerà anche da una riorganizzazione dei servizi: «Non banalizziamo il discorso a più o meno posti letti - ha spiegato Giuseppe Masellis, in passato direttore del dipartimento materno infantile dell'Ausl e responsabile forum sanità del Pd di Castelfranco - davanti abbiamo il tema dell'invecchiamento, del trionfo delle tecnologie, delle nuove esigenze del cittadino che non chiede più solo cure, ma benessere, della prevenzione anche attraverso stili di vita salutari, dei nuovi ruoli di infermieri e farmacie». E quale sarà il futuro lo ha forse un po' anticipato Tommaso Trenti, direttore del dipartimento di medicina di laboratorio dell'Ausl di Modena. Da un lato ha parlato di «accentramento degli interventi più complessi, perché vanno fatti da chi ha esperienza», dall'altro di avvicinamento al territorio «a chi ha patologie croniche e alle fasce deboli, per una cura a domicilio. Difendiamo il sistema di Castelfranco se andiamo in questa direzione, non altrettanto se vogliamo far calzare l'ospedale su un modello di 30 anni fa».

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