La giungla dei segnali poco chiari e nascosti Sicurezza a rischio
In centro e periferia numerosi punti al limite della “legalità” Parte delle multe dovrebbero andare per le migliorie
Centinaia di incidenti, gravi e meno gravi, ogni anno nella nostra città. È sempre e solo colpa degli utenti della strada? Secondo varie indagini sul tema, tra cui anche una dell’Aci (l’Automobil club italiano), buona parte degli schianti sarebbe dovuta a una segnaletica stradale “inefficiente”. Dietro questa parola ufficiale troviamo di tutto: simboli poco visibili, sbagliati, in contraddizione con altri segnali. Ovviamente il problema riguarda non solo l’Italia ma anche tutta l’Europa. E ovviamente anche Carpi non esce indenne da una rapida indagine sul campo fatta in questi giorni dalla Gazzetta, grazie anche alla collaborazione di numerosi vigili che si sono prestati a dare la loro opinione su come migliorare la situazione.
Partiamo da un caso in pieno centro storico. Siamo in via Matteotti, incrocio con via Gobetti. Come si può vedere dalla foto sopra la ciclabile si interrompe e il segnale blu obbliga a tirare diritto. E chi vuole imboccare la ciclabile su via Gobetti? In teoria dovrebbe fermarsi, raggiungere a piedi il passaggio pedonale, attraversare la strada e inforcare nuovamente la bici sulla ciclabile che porta verso i viali. Il problema è che tutti i ciclisti passano da una pista all’altra senza fermarsi e senza rendersi conto che in caso di sinistro contro un’auto, il conducente di quest’ultima avrebbe ragione al cento per cento. Bisognerebbe insomma rivedere la segnaletica dell’incrocio.
Passiamo poi a un’altro tipo di segnaletica che se non fa danni ai mezzi, li fa alle tasche. In tanti segnali che consentono la sosta per carico e scarico di merci, non compare il tempo in cui è consentita questa operazione. Sulla base dell’ordinanza i vigili che notano un’auto parcheggiata in questo tipo di spazi hanno l’obbligo di un secondo passaggio, entro circa mezz’ora. Superato questo tempo scatta la multa di 41 euro. Ma l’automobilista avrebbe il diritto di sapere quanto tempo ha di sosta. E infatti in certi segnali questo viene correttamente indicato. Passando alla segnaletica orizzontale ci segnalano che in via Roosevelt, di fronte all’ex Conad, vi sono due corsie l’una di fronte all’altra. Chi arriva dalla chiesa e deve svoltare in via Pepe si trova davanti l’auto che svolta verso il sottopassaggio. Una situazione, insomma, ingarbugliata, soprattutto quando c’è molto traffico. Cosa dire poi dei segnali nascosti? Uno per tutti quello che avvisa gli automobilisti della presenza di un passaggio pedonale a rischio. Siamo in via Roosevelt, a pochi passi dal club Giardino. Il segnale, installato da pochi giorni, è stato probabilmente urtato e ora non è visibile dagli automobilisti. Poi ci sono i semafori con la “freccia verde” che si accende nonostante dall’altro senso provengano le vetture e pannelli led e pubblicitari troppo a ridosso degli incroci e quindi potenzialmente fonte di distrazione per chi guida.
Insomma c’è molto da fare per adeguare ai migliori standard di sicurezza le nostre strade. E pensare che l’art. 208 del codice stradale prevede che ogni ente proprietario della strada benefici di parte dei proventi delle sanzioni amministrative per la segnaletica e interventi per la sicurezza stradale. Quando saranno utilizzati questi soldi?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
