La protesta a Roma per i 4mila modenesi che rischiano il posto
Chiesto il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga necessario e urgente per evitare una raffica di licenziamenti
Erano centinaia i modenesi che ieri mattina sono partiti alla volta di Roma per protestare sotto Montecitorio.
La motivazione è legata a una questione che si trascina da mesi e che mette a rischio migliaia di posti di lavoro. La delegazione di lavoratori modenesi ha partecipato alla manifestazione nazionale organizzata unitariamente dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, per sollecitare i vertici governativi sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, in assenza dei quali tanti lavoratori rischiano di rimanere privi di reddito e potenzialmente di vedersi licenziati: tutto questo se non vengono reperite le risorse necessarie al finanziamento del cosiddetto cuscinetto sociale che è la cassa integrazione in deroga. Molti posti di lavoro, infatti, sono ancorati a questo tipo di strumento e non solo per le imprese di piccole dimensioni che non possono usufruire degli ammortizzatori sociali cosiddetti ordinari, ma anche per quelle imprese che hanno esaurito tutti gli altri strumenti a disposizione.
Senza il rifinanziamento – è il timore della parte sindacale – molte imprese potrebbero optare inevitabilmente per il licenziamento. I posti a rischio, solo nel Modenese, sono circa 4mila, stando alle stime approssimative del sindacato. E così si è scelto di scendere in piazza a Roma: ieri erano almeno un centinaio i lavoratori in rappresentanza della Cgil e una cinquantina quelli della Cisl. Fra i vari interventi dal palco, anche quello di una lavoratrice modenese della cooperazione sociale che ha portato la sua testimonianza di addetta in cassa integrazione da due anni che non può beneficiare dell’anticipo dell’assegno, né da parte degli istituti bancari né dell’azienda ed è perciò senza reddito da inizio anno. Sono migliaia i lavoratori all'ombra della Ghirlandina che si trovano nella sua stessa situazione e per questo i sindacati unitariamente rivendicano la veloce liquidazione della cassa in deroga già deliberata e il rifinanziamento urgente per tutto il 2014.
Solo qualche settimana fa, infatti, è arrivato per l'Emilia Romagna un accordo sulla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, con il quale si possono sottoscrivere prestazioni non oltre il prossimo 31 agosto, dando continuità, prorogandole, alle intese sugli ammortizzatori in deroga sottoscritte il 23 dicembre 2013, il 31 marzo 2014 e l' 8 aprile 2014. I sindacati sollecitano a estendere la validità dei protocolli delle amministrazioni provinciali - sottoscritti con gli istituti di credito per le anticipazioni finanziarie ai lavoratori sospesi per ammortizzatori sociali - fino alla stipula di un protocollo regionale e comunque fino al 31 agosto 2014. Ma la vicenda resta aperta. I dati parlano di oltre 3 milioni di ore di cassa integrazione in deroga da gennaio a maggio, che si traducono in circa 4mila lavoratori. E se non arriveranno le risorse necessarie, dunque, da settembre lo spauracchio del licenziamento per quei 4mila tornerà minaccioso.
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