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Lavori per salvaguardare l’oasi del Colombarone

di Gabriele Farina
Lavori per salvaguardare l’oasi del Colombarone

Formigine. Legambiente denuncia i danni provocati dalle piene del fiume L’assessore Bartoli assicura: «La Regione ha garantito fondi per interventi»

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FORMIGINE. L’Oasi del Colombarone e un futuro che sta per arrivare. Dopo i danni causati dal fiume Secchia negli ultimi mesi, il Comune garantisce che a breve partiranno i lavori, in concerto con il Servizio tecnico di bacino e la Regione. «Con tutte le opportune cautele - ha spiegato Giorgia Bartoli, assessore ad Ambiente e Agricoltura - i fondi saranno stanziati in autunno dalla Regione. Abbiamo subito indicato l’area come una priorità della nuova amministrazione: il primo sopralluogo l’ho compiuto già dieci giorni dopo le elezioni». L’assessore Bartoli ha aggiunto come la gestione diretta non dipenda dall’amministrazione comunale, che si è attivata per affrontare sia la situazione di emergenza straordinaria sia il ritorno “in salute” della zona. Ieri il problema era stato sollevato dai Circoli Legambiente “Chico Mendes” di Formigine e “Angelo Vassallo di Modena”. «Quella che era una bellissima area protetta - hanno affermato i rappresentanti delle associazioni - è ormai in stato di abbandono dopo che una delle ultime piene del fiume, nei giorni scorsi, ha rotto l’argine che separava i laghi dell’area umida dal fiume provocando lo svuotamento dei laghi e lasciando poi cumuli enormi di ghiaia e tronchi d’albero». «In questo periodo l’Oasi era popolata dai migratori, cavalieri d’Italia, sterne, tarabusi, aironi - hanno ripreso i volontari dei Circoli - e adesso non c’è più nulla; rimane l’acqua, che dal Torrente Fossa alimentava l’area umida, che adesso attraversa i laghi desolatamente secchi e pieni di detriti per finire direttamente nel fiume. L’Oasi del Colombarone è l’unica area protetta di Formigine, dichiarato sito di interesse comunitario (sito Sic) e parte della Rete Natura 2000 della Comunità Europea. Negli anni passati l’area era stata valorizzata con la realizzazione di un centro visite, percorsi didattici, punti di osservazione della fauna, sistemazione del sistema dei laghi che erano diventati rifugio di una fauna davvero interessante e unica; poi il totale disinteresse degli amministratori locali ha provocato un progressivo abbandono». Affermazioni smentite dall’assessore. «Ci stiamo impegnando - ha concluso Giorgia Bartoli - e anche la precedente amministrazione l’ha fatto. È già in programma un terzo sopralluogo per comprendere meglio come intervenire, poi con i fondi potranno partire i lavori. Con il presidente Ferrari del Circolo Mendes abbiamo avuto anche un’incontro per discutere circa l’opportunità di dare nuova linfa alla Consulta Ambientale di Formigine: la partecipazione sta alla base della nostra azione di governo».

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