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Saldi a luci e ombre: la crisi si sconfigge grazie ai clienti fedeli

di Andrea Gilioli
Saldi a luci e ombre: la crisi si sconfigge grazie ai clienti fedeli

Commenti contrastanti nei negozi con vendite promozionali Discussione sull’apertura serale nei “giovedì sotto le stelle”

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Sono partiti da una ventina di giorni i saldi estivi nei negozi della città e il bilancio delle vendite è certamente tema di dibattito. Diversi, infatti, i negozianti che hanno registrato un calo nella risposta della clientela rispetto allo scorso anno. Tra le ragioni, oltre alla crisi, che a detta di tutti è la principale ragione, c’è anche il largo anticipo con cui sono iniziate le diverse promozioni, con sconti che facevano capolino già a maggio nelle vetrine e che hanno portato molte persone a fare acquisti dilazionati nel corso dell'anno, potendo già usufruire di prezzi agevolati. A fronte di negozi che dimezzano vendite ed ordini vi sono però anche quelli che non registrano nessun calo e che anzi sono più che soddisfatti dell’andamento.

«I saldi vanno bene - spiega Eva Fiordaliso Petrosillo di Fruscio, negozio di abbigliamento femminile di via Mazzini - la gente viene e compra, soprattutto le cose per il mare, in vista delle vacanze, dai costumi ai teli. Lavoriamo dalle 9 alle 19.30 e non possiamo lamentarci».

Contenti dell'andamento dei primi venti giorni anche a “Lourdes boutique”, in via Clelia. «I saldi stanno andando molto bene - afferma Francesca Romoli - nonostante la crisi di cui tutti parliamo. Ad aiutarci sicuramente la clientela molto fidelizzata, che continua a a scegliere i nostri prodotti. Non abbiamo anticipato gli sconti con vendite promozionali e credo che questa pratica abbia fatto perdere fascino e funzionalità ai saldi. È giusto rispettare le date, poichè nel cliente ci deve essere una ricerca, e un certo colpo di fulmine per l'articolo».

Dibattito anche sull'utilità degli eventi serali, in particolare dei “Giovedì sotto le stelle”. «Non so se terrò aperto giovedì, non è economicamente conveniente - spiega Lorella di Franchini abbigliamento - Le serate sono una bella occasione per la città, con eventi di rilievo, ma la gente passeggia, al massimo si siede in un bar: purtroppo non entra nei negozi a comperare».

Stessa tesi circa il comportamento dei consumatori anche in altre boutique dove però i commercianti hanno ribadito la loro volontà di tenere aperto: «Chiudere non ha senso - dicono nei negozi Tartaruga e Chiossi - si creerebbe una città morta e questo avrebbe effetti negativi su tutto il mondo del commercio. Anche se magari non si vende molto è giusto che quando ci sono gli eventi le saracinesche siano alzate. È fondamentale la collaborazione di noi negozianti alle iniziative, anche perché le persone passeggiando guardano le vetrine ed entrano. Certo, per comprare, preferiscono aspettare, ma va bene così».

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