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Schianto, Savignano in lutto per Stefano

Schianto, Savignano in lutto per Stefano

Sconcerto e dolore per l’incidente motociclistico di cui è rimasto vittima il 33enne Stefano Pini

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SAVIGNANO. Il giorno dopo il tragico schianto in cui è rimasto ucciso il 33enne Stefano Pini (ha lasciato la sua compagna Milena, i genitori Mauro e Fiorella, la sorella Barbara e i tanti amici), in paese è ancora grande la commozione per quello che è avvenuto. In tanti faticano ancora a credere che sia morto proprio lui, “Jop” (questo era il suo soprannome), un ragazzo tranquillo e generoso, stimato e amatissimo da tanti coetanei e non solo. L’altra sera, in un tardo pomeriggio con una pioggia insistente che batteva su via Claudia, Stefano stava tornando a casa a bordo della sua Yamaha nera. Era un grande amante di motociclette e aveva una lunga esperienza di guida sulle due ruote. Ma qualcosa l’altra sera non è andato per il verso giusto. Si fatica a capire cosa: la strada in quel tratto era diritta, sulla carreggiata non c’erano apparentemente insidie se non appunto l’asfalto molto bagnato e un bordo strada assai dissestato. Forse (ma si tratta solo di un’ipotesi) un ostacolo improvviso è stato alla base di tutto l’incidente: una sbandata per schivare l’ostacolo, la moto che è uscita di carreggiata e che poi è sfuggita al controllo, come una scheggia impazzita. Sulla dinamica stanno indagando i carabinieri, intervenuti sul posto assieme alla polizia municipale di Vignola. Ora “Jop” non c’è più e ha lasciato dietro di sé un dolore e uno strazio difficili da dimenticare. Non è stata ancora fissata la data del suo funerale: probabilmente si saprà qualcosa tra oggi e domani, dopo l’esame autoptico. Già lunedì sera, appena si è diffusa la notizia del tragico schianto, tanti amici, oltre che naturalmente i suoi familiari, sono accorsi sul luogo dell'incidente. Uno dei primi è stato Domenico Orsi, titolare del Bar Sport a Savignano, che ha raccontato: «Sono andato a vederlo che respirava ancora. Hanno provato a rianimarlo in ogni modo, ma non c’è stato nulla da fare. Veniva spesso nel mio bar ed è difficile descrivere la sua grande generosità. Basti dire che, nonostante io sia barista, era lui che spesso mi offriva da bere. Domenica è venuto a trovarmi scendendo da Zocca. Aveva con sé due salami e uno me lo ha regalato, senza che gli avessi chiesto nulla. Ecco, questo era Jop: una persona semplice e generosa, come ne vedi poche in giro». E un suo collega di lavoro alla Poppi srl di Casona di Marano: «L’avevo sentito due ore prima dello schianto. Ancora non ci posso credere». Tanti amici, ieri, hanno salutato Jop anche via Facebook. (m.ped.)

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