Gazzetta di Modena

Modena

L'INCHIESTA

Università, la “guerra” delle iscrizioni

Università, la “guerra” delle iscrizioni

Proliferano i corsi e calano le matricole: lo stato di salute dell’istruzione universitaria in una prospettiva di area vasta

4 MINUTI DI LETTURA





Immatricolazioni al via all’università di Modena e Reggio Emilia. E parte la “guerra” delle università per assicurarsi nuovi iscritti. Non solo le fiere, gli aeroporti, le infrastrutture. Ma anche gli atenei si trovano infatti a dover ragionare in una prospettiva di area vasta, sebbene svincolata da logiche di riassetto istituzionale.

Cinque le università sull’asse della via Emilia, tre delle quali sono “regionali”, dal momento che a Piacenza trovano sede facoltà dell’Università Cattolica e del Politecnico di Milano, in un’orbita tutta lombarda. Su una prospettiva emiliana, invece, Parma, Bologna e l’accoppiata Modena e Reggio, cui si aggiunge l’ateneo di Ferrara, a completare il quadro dell’istruzione universitaria della nostra regione.

Anche gli atenei, come altri enti, da anni lamentano la crisi. Di risorse e di iscrizioni. A tal punto che nel febbraio 2013 il Crui, la Conferenza dei rettori, aveva lanciato il grido di allarme, parlando di un calo decennale di iscritti del 17%. Di qui la necessità di ragionare in un’ottica di collaborazione fra atenei, in un’alleanza che non può però essere estranea da una competizione interna. Servono a tutti nuovi iscritti, proprio per uscire dalla crisi. In una “battaglia” a colpi di immatricolazioni.

BOLOGNA E I “DOPPIONI”. Una “guerra” dove, a far la parte del leone, è ovviamente l’Università di Bologna, l’Alma Mater Studiorum, con una galassia di sedi sparse per tutta la Romagna. Da sola, secondo i dati del Miur, l’Università di Bologna conta 78mila iscritti, un numero superiore alla somma degli studenti delle altre tre università emiliano-romagnole, che insieme non raggiungono quota 60mila iscrizioni: sono 26mila a Parma, 15mila a Ferrara e 18mila nella nostra UniMoRe, divisa tra Modena e Reggio. Così come “diviso” sarà il bottino dei nuovi iscritti, per atenei che spesso presentano corsi di studi “simili”, a tal punto che più di una volta l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, ha parlato di un sistema sanitario dell’Emilia-Romagna che potrebbe non reggere a lungo la competizione di quattro facoltà di Medicina: Bologna, Modena, Ferrara e Parma. Quattro Università che, negli ultimi anni, hanno registrato un calo leggero e spesso costante di “nuovi iscritti”, definizione che non contempla solo le matricole, ma anche gli studenti che hanno cambiato sede di studi rispetto all’anno prima. Perdite inserita all’interno di un quadro in cui tutti gli atenei hanno cercato di estendere – o non diminuire – quantità e qualità dei propri corsi di studio, diventati complessivamente oltre un migliaio, spesso sovrapponendo i contenuti delle diverse offerte formativa: su dati Miur, 248 i corsi di studio a Parma, 556 a Bologna, 180 a Ferrara e 205 a Modena e Reggio Emilia.

CONTROTENDENZA UNIMORE. Il dato positivo, per la nostra università, è che nel novero delle perdite di nuovi iscritti, i numeri sono minimi. Secondo le elaborazioni dell’Anagrafe nazionale degli studenti, strumento messo a punto dal Miur in collaborazione con il Consorzio InterUniversitario Cineca proprio per monitorare l’andamento delle attività negli atenei italiani, i nuovi iscritti alle lauree triennali e a ciclo unico della nostra università restano sostanzialmente in linea: erano 4.818 nell’anno accademico 2010-2011, sono saliti a 5.155 nel 2011-2012, scendendo a 5.036 nel 2012-2013. Dati incoraggianti, ad esempio, rispetto a Parma, che in tre anni ha avuto un crollo, passando da 6.748 nuove iscrizioni a 5.068.

BACINO DI MATURITÀ. In tutta Italia, sono stati circa 500mila gli studenti che hanno sostenuto l’esame di Stato. Trentamila in Emilia–Romagna. Ma quanti poi sceglieranno Reggio come sede dei propri studi universitari? Quanti andranno altrove? È da questo bacino che gli atenei pescano la maggior parte dei nuovi iscritti, con percentuali che per Reggio Emilia e Modena non superano l’1,39% rispetto al totale nazionale. Per Bologna, la percentuale è del 4,4%, per Ferrara dello 0,9%. Sulla nostra stessa linea Parma.

LE DUE SEDI. Ma quanti, tra coloro che scelgono la nostra università, decidono di andare qui a Reggio e non a Modena? Secondo alcuni dati Unimore diffusi nel marzo scorso, durante l’anno accademico è stata proprio la sede reggiana quella che registra l'incremento più forte con un balzo del 13.44%, con l’Università sede reggiana che è arrivata a toccare per la prima volta una percentuale vicina al 30% nel totale delle iscrizioni complessive registrate dall’Università di Modena e di Reggio Emilia.

Evaristo Sparvieri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google