«Banche-imprese, segnali positivi»
È l’esito dell’indagine di Unioncamere in regione sul credito nel 2013
Qualche timido segnale di miglioramento nel rapporto tra credito e imprese emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio regionale sul credito in Emilia-Romagna realizzato da Unioncamere Emilia-Romagna in collaborazione con l’Istituto Guglielmo Tagliacarne su un campione di 1500 imprese. L’indagine rileva nella prima parte dell’anno 2013 una sostanziale stabilità della situazione rispetto all’anno precedente mentre il secondo semestre evidenzia un leggero miglioramento in termini di quantità di credito concesso, tassi applicati, tempi di valutazione delle richieste di credito e richieste di rientro da parte delle banche. La situazione è però ancora lontana da una normalizzazione. L’assetto finanziario delle imprese appare infatti ancora molto stressato con oltre l’80% delle imprese che dice di destinare principalmente le proprie risorse alla gestione corrente con pochi investimenti. La crisi ha messo in evidenza l’importanza, quali strumenti di agevolazione dei rapporti tra imprese e mondo del credito, dei Confidi (a cui sono ricorse oltre un quarto delle imprese intervistate) a cui il sistema camerale ha riservato risorse crescenti, che ora rischiano di saltare a causa della riforma che prevede un taglio del 50% delle entrate da diritto annuale.
«È necessaria una rimodulazione in più esercizi del dimezzamento del diritto camerale – sottolinea Ugo Girardi di Unioncamere regionale – nel 2013 il sistema camerale dell’Emilia-Romagna ha messo in campo risorse per 17,9 milioni di euro, al fine di agevolare l’accesso al credito delle imprese».
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