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Errani: «Nessun problema a trovare il mio sostituto»

Errani: «Nessun problema a trovare il mio sostituto»

Discorso di addio, applausi anche dall’opposizione. In aula anche il consigliere Stefano Bonaccini: «Non è la giornata del totonomi, ma c’è chi sarà all’altezza»

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Errani saluta. Lo fa commosso, dopo 15 anni di governo della Regione. Un governo improntato sulla figura di un presidente in prima linea, deciso, nel bene nel male di questi anni. Sarà anche per questo motivo che ieri, una buona parte dei consiglieri di opposizione, ha deciso di applaudirlo. Un riconoscimento istituzionale, mentre sul piano politico è continuata la schermaglia tra un atto e l’altro che ha portato alla fine anticipata della legislatura. Dimissioni date. Ora si guarda al futuro. Resta da capire come. Con Modena che può giocarsi l’occasione di avere un presidente di “casa nostra”, Bonaccini o Richetti che sia, e la possibilità di vedere anche un nome diverso calato da Renzi. Il segretario nazionale del Pd ha affrontato nelle ultime ore il discorso con Graziano Delrio, e una decisione non tarderà ad arrivare.

Stefano Bonaccini, ieri in aula come consigliere regionale, ha però gettato ancora acqua sul fuoco: «Non esistono eredità pesanti e, ha detto bene Errani, non esiste un modello Errani. Mi son sempre ribellato anche anni fa quando qualcuno immaginava isole felici. Noi qui siamo in una terra, che non è il posto migliore del mondo in cui vivere ma deve essere un posto nel quale essere orgogliosi di crescere i nostri figli. E penso che Errani oggi abbia fatto un discorso all'altezza della dignità e del lavoro di questi anni».

Quanto al dopo-Errani, per Bonaccini «Oggi non è la giornata in cui ci dobbiamo mettere a discutere su chi succederà a Errani, e in ogni caso abbiamo donne e uomini che saranno all'altezza di questo compito».

Di nomi, insomma, si riparlerà da oggi, ieri era il giorno del saluto istituzionale in viale Aldo Moro. È stato probabilmente un record di pubblico, quello che ha fatto registrare l'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna per l'ultimo discorso di Vasco Errani. Errani ha confermato le proprie dimissioni in un discorso di 35 minuti, nel quale si è rivolto a consiglieri e assessori, ma anche al numeroso pubblico presente, nel quale c'erano anche il sindaco di Bologna Virginio Merola e i sindaci del cratere del terremoto, per la cui ricostruzione Errani era commissario straordinario. Ha rotto il silenzio, che durava dal giorno della sua condanna in appello, parlando per 35 minuti, senza cravatta, avvalendosi di appunti scritti a mano e resistendo alla commozione. Nel suo discorso finale, Errani si è rivolto a tutta la società emiliano-romagnola ed ha sottolineato anche alcuni dei punti che ha toccato più spesso negli ultimi 15 anni: dall'insistenza sul riformismo a quello per il welfare di comunità, fino all'antipatia, sempre ribadita, per espressioni come modello emiliano e governatore. E ha terminato facendo un appello alla pace per il Medio Oriente e l'Ucraina. Alla fine è stato salutato da un lungo applauso, al quale si sono associati anche molti consiglieri di opposizione.

«Non voglio fare l'uomo di ferro e non voglio nascondere il mio dolore e la mia amarezza - ha detto Errani - non avrò mai nostalgia di una poltrona perchè il problema non è in una poltrona».

Ed è andato sul tema successione: «Si anticipano le elezioni di qualche mese, il confronto era già aperto, non sarà un problema anticipare di qualche mese le elezioni e sono certo che si andrà avanti, si saprà promuovere innovazione all'altezza della storia di questa Regione. La nostra cultura - ha detto Errani - è un pò troppo ripiegata sull'oggi, ma il riformismo in questa regione non è di proprietà di nessuno, sono riformisti anche quegli imprenditori che magari politicamente stanno a destra, ma che hanno prodotto innovazione».

Poi il passaggio sul terremoto: «Nelle zone colpite dal sisma c’è ancora molto da fare ma la mia scelta non farà perdere nemmeno un giorno di lavoro sul terremoto»: ne è convinto il presidente uscente della Regione Emilia Romagna che, davanti all’assemblea legislativa regionale, ha fatto il punto sulla scelta di dimettersi da commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto. «Ci sarà un nuovo commissario - ha spiegato Errani - e sarà deciso dal governo. Abbiamo fatto un’esperienza inedita. Cambiare il commissario non è un problema perchè non c’è mai stato un uomo al comando. Chi ha fatto il lavoro sono stati sindaci, amministrazioni, dirigenti, tecnici. Abbiamo tracciato una strada nuova per l’Italia: di questo - ha concluso l’ex governatore - facciamo bene ad esserne orgogliosi».

Davide Berti

@dvdberti

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