I due cancellieri possono lavorare
Il Riesame respinge la richiesta del pm di domiciliari e interdizione
Indagine sulla presunta corruzione all’Ufficio del Giudice di pace. Il tribunale del riesame ha respinto al richiesta della Procura per i domiciliari e l’interdizione dal lavoro per i due cancellieri, difesi dall’avvocato Alberto Boni, indagati in merito alla questione delle presenze e assenze fuori orario. Si tratta dell’inchiesta modenese per truffa ai danni dello Stato, ormai in dirittura d’arrivo, parallela a quella condotta dalla Procura di Ancora, ben più grave, che riguarda l’accusa di corruzione per un giudice di pace che avrebbe favorito alcuni ricorrenti per patenti e multe. Di quest’ultima inchiesta non si sa ancora nulla, se non che è ancora in corso nel capoluogo marchigiano competente perché coinvolto un magistrato (onorario). I due cancellieri, assitititi dall’avvocato Luca Brezigar, sono indagati perché avrebbero in qualche modo favorito la corruzione.
I due cancellieri, dunque, non sono mai stati nè ai domiciliari né in carcere, ma sono sempre stati liberi: anche il Gip aveva ritenuto che non ci fosse necessità di una simile misura cautelare.
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