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Libera: «Non abbandonate Serra»

Libera: «Non abbandonate Serra»

Accolta la lettera del presidio antimafia per evitare che i processi sugli abusi edilizi finiscano nel nulla

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SERRAMAZZONI. «Comprendiamo le difficoltà che rallentano i calendari dei processi, ma temiamo un non-giudicato per le vicende di Serramazzoni che suonerebbe come un lasciapassare a ulteriori illegalità, inaccettabile e incomprensibile ai cittadini».

Sono le parole con le quali il presidio di Libera contro le mafie del Frignano ha concluso nei giorni scorsi una accorata lettera di denuncia sulla situazione dei processi conseguenti agli scandali dell’edilizia a Serramazzoni. Processi che tra un rinvio e l’altro, una incertezza e l’altra, si stanno tutti arenando in tribunale a Modena.

Libera così si è rivolta a Pina di Credico, l’avvocato incaricata dal commissario prefettizio di costituirsi parte civile nei processi, a nome della amministrazione e della comunità.

«Alcuni cittadini di Serra si sono personalmente esposti per stimolare le indagini, la nuova amministrazione comunale si è costituita parte civile, i rappresentanti del presidio del Frignano di Libera sono stati presenti a tutte le udienze dei procedimenti penali in corso. Comportamenti che esprimono fiducia nel ruolo della magistratura e nascono dalla necessità urgente di giustizia e legalità... Per questo motivo, a fronte delle continue difficiltà che questi procedimenti penali stanno affrontando per giungere a conclusione, la nostra comunità si ritrova ogni giorno più sfiduciata», dice tra l’altro l’accorata lettera di Libera.

L’avvocato Di Credico si è fatta così carico della situazione, con particolare riferimento al procedimento penale di Casa Fenocchi, il primo destinato a finire nel nulla, in quanto la prescrizione scatterà ad aprile del 2015. Come si ricorderà, a casa Fenocchi sono imputati l’ing Vandelli e due tecnici - all’epoca - del Comune, i geometri Tagliazucchi e Giacobazzi. In sostanza per avere costruito e fatto costruire una sorta di ecomostro absivo (tuttora sotto sequestro), in luogo della ristrutturazione di un edificio risalente a quattro secoli fa. Una vicenda emblematica che ha avuto riflessi anche a livello nazionale: se ne occupò anche Report. Il processo di recente si è ulteriormente impantanato, con rinvio a novembre, quando il nuovo giudice togato si è resa indisponibile per malattia. Una circostanza che ha determinato incertezza e di cui gli imputati hanno ovviamente approfittato negando la richiesta che degli atti si occupasse il precedente giudice, non togato. Una situazione che favorirebbe a Serra il partito dei “tarallucci e vino”, che in paese vorrebbe risolvere la questione senza risolverla, alla radice.

Ebbene l’avvocato Di Credico ha scritto una lettera puntuale e dettagliata al presidente del Tribunale, dottoressa Russo, spiegando la situazione. Una iniziativa che ha giustamente colto nel segno. Per evitare figuracce alla Giustizia, il presidente ha affidato il processo ad un nuovo giudice, che si è prontamente attivato, convocando una nuova udienza per ottobre, nella quale saranno sentiti i testimoni. Insomma, la giustizia, se vuole, sa esserci.

Alberto Setti

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