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Una moglie, affari, droga e tanti legami

Una moglie, affari, droga e tanti legami

Del caso Gerardi si sono occupati i media nazionali messicani ma anche quelli locali, soprattutto quelli del Nuevo Lèon, lo stato federale di Monterrey, dove abitava Bruno Gerardi con la moglie....

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Del caso Gerardi si sono occupati i media nazionali messicani ma anche quelli locali, soprattutto quelli del Nuevo Lèon, lo stato federale di Monterrey, dove abitava Bruno Gerardi con la moglie. Siamo nel 2012, in occasione della notizia diffusa dalla Procora di Palermo e dall’Antimafia sul sequestro di quasi mezza tonnellata di cocaina avvenuto molto tempo prima, nel 2006, e sull’indagine - condotta con l’aiuto della Dea americana - sul traffico di cocaina in grande quantità da Monterrey all’Italia e in particolare del suo transito per Modena, città dei due fratelli che commerciano in attrezzature per l’industria ceramica. Così giornali e tv scoprono che la mafia napoletana e forse quella siciliana cercavano un canale di accesso diretto con i Narcos di Monterrey, grande e operosa città, e che dietro la vicenda dell’altoforno destinato al capannone di Carpi c’era in realtà un giro riciclaggio, frodi fiscali e servizi per casinò e sale da gioco ad opera dei produttori che stanno trattando con Gerardi. Proprio lui, l’imprenditore italiano sparito nel nulla. Così sui media si rende noto che Gerardi è residente a San Pedro, paese fuori dalla città, come Giuliano Baragiotta Bonasegale e tale Reynaldo Oyervides, che la polizia federale considera uomini integrati nel cartello locale. A San Pedro, Gerardi abita con la moglie Diana in un piccolo sobborgo. Dal 1996 al 2005 con la moglie e il cognato fonda alcune imprese: Ceramitec Italia, Cet (Ceramic European Technology), Tecnologìa y Materiales y Tecy Mat.

Tutte attività “pulite” di import- export di macchinari e attrezzature per il settore produttivo ceramico che poi l’Antimafia sosterrà essere gli strumenti di trasporto di grandi carichi di cocaina. Come quei 424 chili destinati a Carpi e affidati a una ditta di trasporti di Fuentes Del Valle, centro vicino a Monterrey, e che girerà per l’Italia fino al sequestro. La ditta risulta intestata alla moglie guatemalteca di Giuliano Baragiotta, altro italiano accusato di narcotraffico.

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