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Galleria Estense, la Borsari in pole position

di Stefano Luppi
Galleria Estense, la Borsari in pole position

La direttrice del Festival Filosofia viene data per favorita alla direzione del nuovo ente museale

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Spunta il nome di Michelina Borsari, direttrice del Festival Filosofia, per il futuro dell'autonoma Galleria Estense. Non tanto, o non solo, per la direzione manageriale, quanto per gestire tutto il futuro “sistema Modena” legato a questa importante decisione che alla lunga coinvolgerà Fondazione Cassa di Risparmio con il Sant'Agostino, ministero della cultura e municipio. È partita inoltre la “gara”, in questo caso più politica, per giungere al presidente della Fondazione che succederà ad Andrea Landi. La sua poltrona, molto ambita, si rinnoverà nell'autunno 2015 e le grandi manovre sono iniziate. I “ben informati” dicono che, a oggi, i politici interessati alla carica sarebbero gli ex parlamentari Pd Giulio Santagata, Ivano Miglioli e Giuliano Barbolini, quest'ultimo già sindaco della città. L'Estense autonoma rappresenterebbe dunque, tra cultura e politica, l'occasione di importanti cambiamenti nello scacchiere cittadino. E il tutto si lega alla “mission” di portare turismo in città. Secondo una recente indagine di TripAdvisor, realizzata con dati da recensioni e Istat, Modena non è una città attrattiva per i turisti. Nelle classifiche dei luoghi più amati dagli utenti del sito web – alcune milioni di persone – oppure in quelle dedicate ai luoghi più attrattivi o più ospitali Modena semplicemente non c’è. Un bel problema che chiama in causa chi gli eventi li organizza ma anche gli alberghi e i ristoranti, cui molti hanno detto di voler trovare soluzioni, a partire dal sindaco Muzzarelli. Ora c’è una occasione che dire storica è poco: la riapertura della Galleria Estense il prossimo anno, in concomitanza con l’Expo di Milano che porterà in Italia milioni di persone da tutto il mondo. Modena un “piano di battaglia” dettagliato ancora non ce l’ha ed è grave. Anche se lo stesso sindaco ha iniziato a convogliare le forze sollecitando il “sistema Modena” a fare presto. E l’Estense che dovrebbe riaprire a febbraio dopo il lungo restauro potrebbe essere il fiore all'occhiello della “controffensiva” della città della Ghirlandina. L’occasione è appunto storica perché il ministro per i beni culturali Dario Franceschini ha deciso che in Italia ci saranno venti musei nazionali che lavoreranno in piena autonomia e tra questi c’è proprio l’Estense. Autonomia vuol dire scegliersi un proprio direttore, anche un grande nome straniero, attuare le proprie strategie, tenersi tutti i guadagni che si riescono a racimolare. Dopo l’apertura della raccolta estense a Palazzo dei Musei del 1880 e il riallestimento dopo la fine della Seconda guerra mondiale questo è il primo momento favorevle. Sul tema ha le idee chiare il presidente degli antiquari modenesi Pietro Cantore: «La decisione relativa all'Estense apre grandi prospettive per le attività museali perché essere tra i venti istituti autonomi d’Italia è un grande fiore all'occhiello per Modena. Speriamo che però con l’autonomia non ci rimettano studiosi di spicco come il soprintendente Stefano Casciu e il direttore del museo Davide Gasparotto che in questi anni complicati hanno operato benissimo. Io ho però dubbi con una eventuale fusione della soprintendenza di Modena e Reggio con Bologna».

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