Il Comune chiede alla Procura il dissequestro dei chioschi
L’annuncio del sindaco Muzzarelli in consiglio a margine della presentazione del futuro intervento: «L’obiettivo è quello di consegnare alla città uno spazio più sicuro». Ci saranno cinque strutture
Ci avevano girato attorno fino ad oggi, ed evidentemente è rimasta l’unica strada per agire nel minor tempo possibile.
Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ieri ha annunciato ufficialmente che sulla base del nuovo Programma del Parco delle Rimembranze o Parco delle Mura e della modifica al Regolamento urbanistico edilizio (Rue), il Comune di Modena chiederà alla Procura il dissequestro dei chioschi tenendo conto dei rilievi del Tribunale: «L’obiettivo che ci diamo – ha evidenziato Muzzarelli – è quello di consegnare alla città un parco più sicuro, più curato, più bello e credo che gli interventi in programma possano consentirlo».
Se ciò accadrà è tutto da vedere, la realtà delle cose è che la grana ereditata genera ancora molto imbarazzo, anche quando, come ieri, si presenta quello che sarà un nuovo progetto per il parco. Ma più che entusiasmo per la nuova veste c’è ancora preoccupazione per i risvolti giuridici che la vicenda potrà prendere.
È stato il primo vero consiglio comunale della nuova legislatura, con un confronto ampio su uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi. E il Pd ha dovuto per forza di cose giocare in difesa. Il capogruppo Paolo Trande è stato molto chiaro nel suo intervento: «Evidentemente qualche problema c’è stato se siamo qui a parlare ancora di un progetto. Il progetto precedente, che non era mai venuto in consiglio, era difficilmente sostenibile, anche dal punto di vista economico. Facciamo autocritica ma senza retropensieri, dal momento che tutto l’iter precedente era sempre stato approvato dalla Soprintendenza».
Sullo stesso tema, in seguito, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha presentato una delibera che, senza cambiare i criteri e gli indirizzi per le trasformazioni consentite, integra la normativa richiamando nel Rue la quanto già previsto dal Piano operativo comunale (Poc). L’assessore ha precisato che la modifica, in particolare, introduce un nuovo comma nell’articolo 13.21 “Ville, giardini e parchi di notevole interesse” che chiarisce come nei parchi pubblici sia ammessa la realizzazione di manufatti di servizio necessari alla pubblica sicurezza e alla migliore fruizione da parte dell’intera collettività, come chioschi, servizi igienici o spazi di custodia, in conformità con il Psc-Poc-Rue e, per le modalità d’intervento in presenza di vincoli, all’autorizzazione rilasciata.
«Già nel 1914 – ha affermato l’assessore – l'ingegnere capo del Comune di Modena di allora, sollecitato dai cittadini modenesi, propose all'Amministrazione di realizzare un parco “per il pubblico comodo in forma di parco a passeggiata e di viali a piante verdi e tappeti erbosi’, per godere d'aria, luce e verde ‘e per ascoltare musica in un ampio piazzale”. L'obiettivo del progetto, dopo un secolo, è restituire alla città un luogo comodo dove incontrarsi in lunghe passeggiate».
Una variante al regolamento che però non è piaciuta all’opposizione, nè ai grillini nè a Forza Italia (va detto che il consigliere Andrea Galli, coinvolto per motivi di lavoro nella vicenda chioschi, non ha partecipato al voto).
Marco Bortolotti ha posto un dubbio: «Non vorremmo che nel 2015 ci trovassimo con un caso chioschi due. La variazione è incomprensibile, non capiamo la concretezza con cui viene fatta».
Molto più diretto è Adolfo Morandi: «Il cambio dell’articolo vuole essere una semplice integrazione? No, la norma così come era scritta, ed era molto chiara. L’aggiunta che viene proposta la modifica, diventa una norma diversa, che vale per il futuro. Serve a cercare di evitare altri guai? Sì, è una norma specifica per cercare di mettere una pezza perché tutto ciò che è stato autorizzato fino ad oggi non rispetta la norma e questa pezza non risolverà il problema». Sarà la magistratura a stabilire come si procederà sui chioschi, al Comune spetta presentare il progetto, per la prima volta in consiglio.
Nel dettaglio, dal progetto del 2013 a quello attuale, passano da sette a cinque i chioschi previsti, per una superficie complessivamente occupata dalle strutture di 1.892 metri quadrati, di cui 1.372 di aree pertinenziali e 520 di superficie utile dei chioschi a fronte di una superficie complessiva di 72.230 metri quadrati. La superficie occupata attualmente occupata ammonta a 2.470 metri quadrati, di cui 2.191 di aree pertinenziali e 278 di superficie lorda dei chioschi. Le strutture confermate sono i tre che hanno avviato l’intervento, poi posti sotto sequestro cautelativo dalla Procura (Bobotti, il Tosco-Sogeba, Bar Elio); quello i cui termini rimangono “sospesi” (El Paseo); il Lido Park, che sarà affidato con un bando pubblico e le cui dimensioni saranno ridotte da 12 a sette moduli.
@dvdberti
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