La Camera di Commercio sarà accorpata a Reggio
Ieri Unioncamere ha dato l’annuncio e il presidente Torreggiani conferma: «Per essere più efficienti in Emilia Romagna si potrebbero anche ridurre a tre»
Entro un anno la Camera di commercio di Modena chiuderà per dare vita ad un ente più ampio che si accorperà con altre realtà territoriali della regione. Il piano di riforma delle Camere di commercio italiane è ancora indefinito, ma di certo c'è che in Emilia Romagna si passerà da nove enti camerali a quattro, probabilmente anche tre. Ugualmente certo è che la Camera di Commercio di Modena, così come la conosciamo oggi, non esisterà più, ma si fonderà con altre province, probabilmente con Reggio Emilia - così come indicato dalla proposta di legge Delrio e dalla conferenza delle autonomie locali - ma non si esclude che il progetto di fusione possa essere più esteso. comprendendo, per ipotesi, anche Bologna. Il processo di riforma in Emilia Romagna è partito già due mesi fa, facendo da traino a livello nazionale, ma l'annuncio della riforma a livello nazionale è stato dato solo ieri da Unioncamere nazionale.
Secondo le indicazioni della Conferenza delle autonomie locali l'articolazione dovrebbe prevedere l'accorpamento tra Parma e Piacenza, poi Modena e Reggio Emilia, la Romagna e Ferrara, mentre Bologna persisterebbe in quanto città metropolitana. Ma il presidente di Unioncamere Emilia Romagna e presidente della Camera di Commercio di Modena, Maurizio Torreggiani, si spinge oltre: «Possiamo fare meglio – dice – In un anno a livello regionale potrebbero rimanere quattro, ma anche tre Camere di commercio rispetto alle attuali nove. Abbiamo scelto di autoriformarci, di riorganizzarci, per essere più efficienti e dare maggiore sostegno all'economia».
Il processo di accorpamento, infatti, comporterà una notevole riduzione di costi (un solo presidente per ogni realtà camerale, una sola giunta e via dicendo). Ma a fronte di questa riforma - un esempio unico, dove un ente decidere di chiudere se stesso per accorparsi ad altri - il sistema camerale avanza al governo una richiesta. «Chiediamo al governo – dice Torreggiani – più tempo per consentire l'assestamento della riforma delle camere di commercio che abbiamo deciso». La riforma governativa, infatti, prevede un taglio del diritto camerale pari al 50%, che per Modena significa sette milioni di entrate in meno, visto che attualmente il diritto camerale ammonta a 14 milioni di euro. Un taglio che mette a rischio il sostegno per il Palatipico, Democenter-Sipe, il Festival Filosofia, oltre che lo scalo di Marzaglia e la promozione del territorio per Expo 2015. «Anziché tagliare il 50% subito nel 2015 – conclude Torreggiani – chiediamo di diluirlo in tre anni. Nel 2015 il 20%, nel 2016 il 40% e solo nel 2017 il 50%, per continuare a offrire a territorio e imprese il sostegno di cui necessitano e in attesa della definitiva riorganizzazione degli enti camerali che dovrebbe concludersi al massimo in un anno e mezzo».
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