Gazzetta di Modena

Modena

A 14 anni inventano una app del cellulare per i bimbi dislessici

di Francesco Dondi
A 14 anni inventano una app del cellulare per i bimbi dislessici

Il progetto sviluppato in due settimane su un piano del Mit Anche loro hanno le stesse difficoltà e sono partiti da quelle

3 MINUTI DI LETTURA





Due di loro sono studenti al primo anno di scuola superiore, mentre gli altri due compagni di avventura frequentano ancora la scuola secondaria di primo grado. Hanno appena 14 anni, ma partecipando ai centri estivi del Centro Ampia (Altri modi per insegnare e apprendere) hanno elaborato un software per i telefoni cellulari che servirà per l’allenamento in ortografia e sarà capace di aiutare i bambini della scuola primaria a sviluppare le competenze di letto-scrittura. In particolare il progetto potrò offrire un valido sostegno ai ragazzi affetti da dislessia e proprio l’esaltante cavalcata dei quattro 14enni affonda le radici nel disturbo che vivono personalmente.

Dopo una breve infarinatura di coding (ovvero di linguaggio di programmazione), i ragazzi hanno scelto di sviluppare una App per cellulari Android dedicata allo sviluppo delle competenze in ortografia per i bambini delle elementari che, come loro, hanno una diagnosi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (dislessia).

«L’idea - spiega il finalese Paolo Martinelli, che ha affiancato i quattro “programmatori” nell’elaborazione della App - è venuta perché ogni diagnosi di questo tipo da un lato certifica una difficoltà nelle attività di lettura e scrittura mentre dall’altro certifica una forte capacità logica; può essere redatta soltanto se il quoziente intellettivo del bambino è alto: si chiama criterio della discrepanza. Quindi il punto era: cosa accade se queste competenze cognitive vengono espresse senza avere tra i piedi la letto-scrittura? Un software realizzato dal Mit (Massachusetts Institute of Technology) faceva proprio al caso nostro: si chiama Appinventor ed è rilasciato gratuitamente dai suoi sviluppatori. La caratteristica fondamentale è che funziona per oggetti a cui si assegnano delle funzioni tramite blocchi logici: leggere e scrivere non c’entra. Ne ho parlato anche durante le lezioni di Filosofia del linguaggio al corso di laurea in Logopedia, facoltà con cui collaboro da tre anni e gli studenti (nativi digitali) mi hanno segnalato molti software simili con cui abbiamo potuto lavorare negli intensi 14 giorni in cui abbiamo sviluppato “Ascolta e scrivi”, la nostra App, scaricabile gratuitamente da Google playstore».

Ma il progetto digitale non resterà fine a se stesso dal momento che la Regione ha già fatto palesare un certo interesse mentre il ministero dell’Istruzione si appresta ad un importante passo strategico. «A fine mese - prosegue Martinelli - presenteremo un progetto alla Regione per cui questo tipo di laboratorio possa essere implementato nella scuola pubblica. A questo proposito, è successo qualcosa di davvero singolare: dopo qualche giorno dalla nostra release il Miur ha costituito un gruppo di lavoro internazionale per introdurre il coding a partire dalla scuola primaria». Si tratta di un percorso che va oltre la semplice lezione di informatica, ma che di fatto porta gli studenti ad apprendere le informazioni basilari della programmazione in modo tale da poter rapidamente elaborare semplici video-giochi o applicazioni come può essere classificato l’“Ascolta e Scrivi” messo a punto dai ragazzi del centro Ampia.

@francescodondi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google