Autobus, biglietti a 1,30 Abbonamenti più cari
Il piano sottoposto agli enti locali che sono gli azionisti di Seta. Rincari da ottobre Gli aumenti presentati come inevitabili. Ritornano gli sconti per gli anziani?
Ormai è quasi certo anche se i diretti interessati restano muti. Con l’inizio del nuovo anno scolastico costeranno di più i biglietti degli autobus, che aumenteranno a 1,30 euro a corsa, cioè 10 centesimi in più del prezzo attuale; in più rincarano anche gli abbonamenti per autobus e corriere, in un crescendo continuo di “ritocchi” che vengono presentati come inevitabili. A pagare il conto più alto saranno gli studenti, visto che rappresentano la quasi totalità dell’utenza dei mezzi pubblici.
È questa la sintesi del documento che circola da alcuni giorni tra i dirigenti di Seta e gli azionisti, ovvero gli enti locali di Modena, Reggio e Piacenza che hanno dato il via nel 2010 all’unificazione delle aziende di trasporto locale.
Un’operazione difficile, che aveva anche alte ambizioni industriali, ma che portava in pancia grosse contraddizioni.
Da una parte infatti c’erano province come Piacenza con numeri molto più alti quanto a passeggeri trasportati rispetto a Modena, ma con politiche tariffarie e risultati di bilancio diferenti da quelli sotto la Ghirlandina. Nella nostra provincia, così come nel capoluogo, la politica di contenimento dei costi è stata ottenuta con tagli draconiani. Basti dire, solo per fre un esempio, che nella città al confine con la Lombardia i pensionati oltre i 65 anni viaggiano gratis.
E a Modena? Ecco, qui c’è la foglia di fico, lo “zuccherino sociale” di tariffe scontate per le fasce deboli della popolazione, come anziani oltre i 65 anni, famiglie numerose, ragazzi dai 10 ai 13 anni.
Richieste in tal senso sono arrivate in questi anni dalle associazioni dei consumatori, ma sono sistematicamente abbandonate su un binario morto. Ma ora, di fronte all’ennesima raffica di aumenti, potrebbero tornare utili per dimostrare la buona volontà di Seta di fronte alla cosiddetta “utenza debole”, cioè tutti coloro che devono fare i conti con il borsellino ogni volta che per uno spostamento dovranno tirar fuori 2,60 euro. Non a caso è stata presentata anche la proposta - inedita per le tre province - di un biglietto quotidiano forfettario, utile per chi deve muoversi in città, anche solo per visite mediche e analisi cliniche, e deve prendere due mezzi per l’andata e il ritorno.
Ma questi sono dettagli che sarà possibile conoscere solo quando il nuovo piano delle tariffe verrà reso pubblico. Per ora resta chiuso così com’è, nei cassetti, oggetto di contrattazioni tra enti locali e Seta. In ogni caso la parola d’ordine è “armonizzazione”, ovvero unificazione delle tariffe tra le province, così come stabilito già al momento dell’unificazione.
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