Gazzetta di Modena

Modena

CAMERA DI COMMERCIO

Le associazioni approvano la riforma

di Felicia Buonomo
Le associazioni approvano la riforma

L’accorpamento con Reggio non preoccupa Cna, Apmi Confimi e Lapam: «La nuova organizzazione può essere utile»

2 MINUTI DI LETTURA





«Un intervento necessario, anche se preoccupano i tagli, per quanto rimodulati, che mettono a rischio il sostegno all'economia». Questo il commento dei rappresentanti delle associazioni di categoria all'indomani dell'annunciata riforma delle Camere di commercio italiane. Un processo annunciato due giorni fa da Unioncamere ma avviato già due mesi dall'Emilia Romagna, che potrebbe passare da nove Camere di commercio provinciali a quattro (Modena-Reggio Emilia, Parma-Piacenza, Bologna e Romagna) se non addirittura tre. Parola di Maurizio Torreggiani, presidente di Unioncamere Emilia Romagna e della Camera modenese, il quale ha spiegato che entro un anno e mezzo la Camera di Commercio di Modena chiuderà per dare vita a un sistema camerale più ampio, attraverso l'accorpamento con altre realtà, più probabilmente solo con Reggio Emilia, ma che non si esclude possa essere più esteso, ricomprendendo ad esempio Bologna.

«La riforma – spiega Umberto Venturi, presidente della Cna di Modena – è portata avanti con l'intenzione di andare incontro alle esigenze dell'economia. Perché l'obiettivo è sì ridurre i costi, ma anche mantenere l'efficienza. Vediamo nel progetto un'occasione di miglioramento, perché si andranno ad unire territori che hanno le stesse esigenze e dinamiche dal punto di vista economico. Quello che ci preoccupa è altro. Sono i tagli imposti dal governo. È vero che è stata approvata la rimodulazione del diritto camerale su tre anni, ma pur sempre di tagli si tratta; risorse che vengono a mancare agli imprenditori. Mi riferisco all'innovazione e ai consorzi fidi».

«Così come le imprese sono state costrette a riorganizzarsi, anche le istituzioni e gli enti devono farlo», commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Apmi Confimi Impresa Modena, che aggiunge: «La riforma va nella giusta direzione, ma è chiaro che gli enti camerali dovranno adattarsi a un ruolo nuovo, razionalizzando servizi e riducendo costi, anche destinando minori risorse al territorio. Importante è che lo si faccia in accordo con le associazioni di categoria».

Un’associazione come Lapam già da tempo ha dato vita all'unione tra Modena e Reggio Emilia. «Un'autoriforma – spiega Carlo Alberto Rossi, segretario di Lapam – andava fatta, a prescindere dall'intervento del governo. Speriamo che questo spinga il sistema ad innovarsi. Perché le Camere di commercio non sono inutili, al contrario sono utili alla promozione del territorio, a favorire l'internazionalizzazione e per sostenere il sistema dei consorzi fidi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google