Mancano aule e docenti: scuole rifiutano gli iscritti
Una lettera-appello del Coordinamento genitori inviata a tutte le segreterie In particolare, vengono rifiutati i bocciati: «Devono andare negli istituti privati?»
L'allarme è partito dal Coordinamento provinciale genitori, con una lettera di segnalazione inviata alle segreterie scolastiche, che ha portato alla luce un problema della scuola nazionale e locale: la crescente difficoltà delle scuole di accogliere allievi.
A metà tra una riflessione e un appello, la nota del Coordinamento, si snoda su alcuni temi caldi della scuola come la mancanza di spazi sufficienti a ospitare un numero crescente di studenti a cui corrispondono tagli incisivi sul personale docente e dirigente.
Parlando di cifre, nella sola provincia modenese si è passati da quasi 30 mila studenti nel 2012/13 a quasi 31 mila nel 2013/14, e 7mila neo iscrizioni sono previste per il prossimo.
Secondo i dati raccolti dall'organizzazione modenese, ammonta a 585 (1,9% del totale) il numero degli studenti delle superiori bocciati nel corso del primo anno. Il 7% nel licei, quasi il 21% nei tecnici , più del 36% nei professionali. Un dato di per sé significativo, tanto sul piano didattico quanto su quello statistico.
Ma che fine fanno i ragazzi bocciati? Alcuni si iscrivono nuovamente nella stessa scuola, altri preferiscono cambiare. Fin qui nulla di strano. Il problema nasce al momento della re-iscrizione e quindi nella scelta dell'Istituto: capita secondo quanto riportato nella lettera, che già 10 famiglie si siano trovate impossibilitate a iscrivere il figlio nella scuola scelta per assenza di posti.
Accade infatti che i Dirigenti Scolastici siano costretti a rifiutare iscrizioni a causa di una sorta di tetto che non possono superare per ragioni di sicurezza - le aule possono ospitare fino a 25/28 allievi- e altri vincoli istituzionali o per mancanza di personale docente: spesso il numero del personale richiesto non corrisponde a quello autorizzato dal Ministero.
«Nonostante siamo ancora nell'età dell'obbligo (15/16 anni), sono pochissime le scuole disposte ad accettare l'iscrizione dei ragazzi bocciati a giugno- spiega il Coordinamento genitori nella lettera - Ma una domanda sorge spontanea: cosa ne facciamo di questi ragazzi? Sono costretti ad iscriversi ad una scuola privata?».
Già dalle iscrizioni alla classe prima infatti, le famiglie si trovano a poter indicare una graduatoria di preferenze delle scuole, ma non sempre la scuola assegnata è quella scelta. In altre parole, le scuole devono rifiutare iscritti per mancanza di posti e non certo per una selezione meritocratica. Il rischio? Creare studenti di serie A e studenti di serie B a causa della mancanza di spazi idonei. Per non parlare del pericolo dell'abbandono scolastico che, a quanto indicato dall'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna, trova le proprie cause nel cambio di Istituto, nell'allontanamento dopo il conseguimento dell'obbligo scolastico o nel trasferimento ad altri percorsi di formazione, come quello per adulti. Sono stati 280 gli studenti che si sono ritirati da scuola nell'anno scolastico passato.
Tuttavia il problema dell'aumento demografico permane, così come l'emergenza edilizia scolastica, in una provincia come quella modenese fortemente colpita dal sisma del 2012 (200 edifici colpiti nelle 4 province coinvolte, di cui 79 distrutti), a cui se ne sono aggiunte altre (4 per la precisione) dopo l'alluvione del gennaio scorso.
Ma già da anni molte strutture scolastiche cittadine, si pensi al Selmi, o nella provincia al Meucci di Carpi, si sono dotati di container adibiti ad aule, spesso troppo freddi d'inverno e troppo caldi d'estate. Altre invece si sono viste costrette a trovare aule in ex uffici o in presunte succursali, dando vita a vere e proprie trasmigrazioni di allievi e docenti che penalizzano l'apprendimento.
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