Oculistica: «Poche risorse per i nuovi macchinari»
Il reparto ha chiuso il 2013 con oltre 20mila prestazioni e quasi 3mila interventi Martini: «Con tecnologie all’avanguardia potremmo migliorare, l’ospedale lo sa»
Un reparto che funziona benissimo, che soddisfa i pazienti, ma che andrebbe ancora meglio se ci fossero macchinari più innovativi e per certi versi, tecnologicamente avanzati rispetto agli attuali. Parliamo dell’Oculistica, diretta dal dottor Enrico Martini, che si è distinto a livello assoluto anche nel 2013 per numero di prestazioni, ambulatoriali e chirurgiche, dando risposte al territorio ed oltre. «Nel corso del 2013 - afferma il direttore Martini - abbiamo effettuato oltre 20mila prestazioni ambulatoriali. Per quanto riguarda gli interventi di chirurgia abbiamo soddisfatto oltre 2950 persone, di cui oltre 1.700 affette da cataratta, oltre 1000 che necessitavano di iniezioni intravitreali e circa 300 che avevano problemi legati a glaucomi».
Non è possibile, con le strumentazioni che sono tuttora in dotazione effettuare il trapianto di cornea, per il quale i pazienti vengono indirizzati al Policlinico di Modena, oppure a Reggio Emilia. «Per questi interventi - conferma il primario - ci vorrebbero macchinari complessi, due dei quali abbiamo già provato a chiederli alla direzione dell’ospedale. Si tratta dello strumento che fa l’Oct, che esegue la tomografia della componente reticolare e contemporaneamente l’angiografia della retina. Ha un costo abbastanza elevato, intorno ai 200mila euro, ma andrebbe nella direzione di risolvere i problemi della popolazione anziana. Ci servirebbe anche un “analizzatore del segmento anteriore”, per la chirurgia corneale, strumento che costa intorno ai 50mila euro. Con entrambi si farebbe certamente un bel salto in avanti».
Attualmente la dotazione del reparto è ferma a quando venne attrezzata nel 2008 e da quell’anno non vi sono stati più rinnovamenti di attrezzature a tecnologia innovativa. Ed è facile intuire i passi che la sanità ha fatto negli ultimi anni, anche in questo settore. «Non ho voluto fare questo intervento perché mi sento scontento di come va l’attività - conclude il dottor Martini - ma credo che sia logico cercare di aumentare le risorse che vengono messe a nostra disposizione. Con il modesto budget assegnato in questi ultimi anni non è possibile infatti allargarsi e seguire l’evoluzione della tecnologia del nostro settore». Una mano, aggiungiamo noi, potrebbe anche arrivare dalla Fondazione che sta muovendo i primi passi proprio in questi mesi, verso la quale accederanno donazioni, versamenti volontari e lasciti del prossimo futuro.
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