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I NUOVI AUMENTI

Biglietti più cari sui bus, Seta tira dritto

di Saverio Cioce
Biglietti più cari sui bus, Seta tira dritto

L’azienda trasporti avvisa gli enti locali: «Accordi sulle tariffe tre anni fa, vogliamo applicarlo. Sconti? Solo con gli aumenti»

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Il “pasticcio brutto” degli aumenti per gli autobus diventa sempre più ingarbugliato mano a mano che passano le ore. Gli enti locali di Reggio e Piacenza, pure loro soci di Seta, sono sotto pressione dopo le anticipazioni di stampa che hanno riportato l’entità degli aumenti. A Modena, tanto per fare un esempio, il biglietto di corsa semplice acquistato a bordo passa da 1,20 euro a 1,50.

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Nella giostra di dichiarazioni e silenzi incrociati sono pochi i punti fermi, in attesa di una riunione che dovrebbe tenersi a Bologna entro la prossima settimana con l’assessore regionale Pieri che dovrebbe fare da arbitro tra le diverse istanze delle aziende. Ma con le elezioni per il rinnovo della Regione di qui a pochi mesi nessuno vuole scottarsi le dita con la patata bollente della raffica di aumenti che andrebbero a incidere nelle tasche delle famiglie che usano i mezzi pubblici per mandare i figli a scuola. Sono gli studenti infatti, ovvero i loro genitori che pagano gli abbonamenti, a tenere in piedi un sistema tariffario in cui rappresentano quasi il 90% degli utenti. In più c’è anche il fatto che l’assessore Pieri è pure lui in disarmo visto che con le dimissioni di Errani anche l’intera giunta sta facendo le grandi pulizie in vista del trsloco prossimo.

E allora? Seta, a trazione modenese visto che nella nostra città c’è la sede centrale e che il presidente è Pietro Odorici, fa quadrato attorno alla linea stabilita dal primo momento.

«Già la delibera regionale del 2010 - fa sapere l’azienda trasporti di via S.Anna - prevedeva tariffe obbiettivo in tutto il territorio. Da questa decisione sono nate coerentemente le linee guida del Piano industriale Seta per il 2012 - 2015 approvato dai soci che prevedeva tariffe armonizzate in tutte le tre province servite».

Il messaggio agli enti locali è chiaro. «Visto che siete voi gli azionisti di Seta - fa capire la dirigenza - tocca a voi mettere mano al portafoglio se i conti non torneranno. Gli aumenti dei biglietti servivano a integrare gli aumenti per la quota a carico degli utenti: dunque se questi fondi non arriveranno chi pagherà la differenza?»

Qui cominciano i problemi. A Reggio c’è un conticino aperto con lo stesso Odorici che nei giorni scorsi è stato al centro di una grossa contestazione proprio a Reggio, perchè nel corso di un’importante riunione convocata dal prefetto ha lasciato tutti di stucco andandosene via a metà seduta. La motivazione di una riunione a Modena è stata accolta oltre Secchia con ilarità e indignazione. Ma il nodo della questione, ancora sotto traccia, riguarda il disavanzo delle singole province, su cui Reggio zoppica più di Modena. Di qui la tensione degli enti locali che vorrebbero che il disavanzo fosse spalmato in base al principio di uguaglianza in parti uguali. Il capitolo soldi è quello più duro da digerire anche perchè, di fatto, gli aumenti dei biglietti ci sono stati solo a Bologna, che ha tutt’altro ordine di grandezza.

Da Rimini a Parma gli aumenti sono - di fatto - congelati. E Odorici, a furia di insistere, potrebbe rischiare di fare una figuraccia bis come quella dello scorso anno sulla riconversione a pagamento degli abbonamenti.

«Restiamo in attesa delle risposte - conclude Seta - e delle decisioni che saranno prese da chi di competenza. Valutiamo proposte migliorative ma solo se coerenti con una logica tariffaria unitaria».

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