Chioschi, nove avvisi di garanzia Indagati Pighi, Sitta e Prampolini
Iscritti nel registro anche Grifoni e Polidori dirigenti della Soprintendenza responsabili per Modena L’accusa è di abuso edilizio e urbanistico per i quattro cantieri sequestrati nell’area verde protetta
DOSSIER: Tutto sullo scandalo dei chioschi abusivi
Indagine sui chioschi al Parco della Rimembranza: pioggia di avvisi di garanzia, ieri mattina, per ex sindaco ed ex assessori della Giunta Pighi, per dirigenti comunali nonché per due dirigenti della Soprintendenza ai beni architettonici e paesistici.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.8622572:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2014/02/07/fotogalleria/modena-parco-sui-viali-la-dove-c-era-l-erba-ora-c-e-1.8622572]]
La Procura ha notificato gli avvisi all'ex sindaco Giorgio Pighi, a Daniele Sitta in veste sia di ex assessore all'Urbanistica e sia, in seguito, allo Sviluppo Economico, e a Stefano Prampolini per le Attività economiche. Avvisi anche al super-dirigente all'Urbanistica Marco Stancari, all'ex dirigente dello stesso settore Giovanni Villanti (oggi in pensione), a Claudia Giovanardi sempre dell'Urbanistica e a Giovanni Bertugli delle Attività economiche. Altri due avvisi sono stati spediti a Bologna all'indirizzo delle due dirigenti della Soprintendenza responsabili per il territorio modenese e coinvolte nel progetto dei chioschi: Graziella Polidori, la responsabile per Modena, e la sua superiore Paola Grifoni, responsabili per le province di Bologna, Modena e Reggio.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.8949406:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2014/03/30/news/pighi-le-carte-sono-in-regola-1.8949406]]
Per tutti l'accusa principale resta quella già ipotizzata durante le prime indagini: abuso urbanistico e paesistico. L'ipotesi riguarda un articolo contenuto nel Dpr del 2001 (normativa di tutela urbanistica) che in caso di reato prevede l'arresto fino a due anni oltre a un'ammenda “salata” in caso di abusi dovuti a interventi edilizi in aree sottoposte a vincolo storico, paesaggistico e archeologico. Stando a quanto è dato a sapere, nessuno degli amministratori comunali è accusato di abuso di ufficio o di altri reati amministrativi gravi.
L'iscrizione al Registro degli indagati, per alcuni sicuramente un atto dovuto, è in ogni caso conseguente alle indagini svolte finora dal sostituto procuratore Claudia Natalini, vagliate e avallate dall'ordinanza che confermava il sequestro firmata dal gip Eleonora De Marco (che anzi spronava a indagare più approfonditamente) e da quella successiva del Riesame. Come noto, l'indagine - partita da un esposto dell'ex giudice Giovanni Losavio, presidente modenese di Italia Nostra, e subito seguita da una raffica di esposti di residenti e ambientalisti, con tanto di protesta pubblica di Carlo Giovanardi e Vittorio Sgarbi - contestava la legittimità delle opere in costruzione in corso da marzo nel Parco della Rimembranza. Da subito è scoppiata una polemica al calor bianco su quei manufatti in costruzione. Baracchine che dovevano sostituire i chioschi ormai vecchi, secondo il Comune e i concessionari; casette in muratura costruite con un'estensione in altezza e su piattaforme di cemento armato che devastano il terreno protetto, secondo i loro oppositori. In particolare sotto tiro ci sono quattro cantieri: Bobotti, l'ex Tosco, Elio e I Cedri (questo nuovo e appena revocato dalla nuova giunta).
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.8839848:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2014/03/12/news/chioschi-bulgari-ok-dalla-soprintendenza-1.8839848]]
Lavori erano iniziati anche al Lido Park, ma il gestore li ha immediatamente interrotti in attesa di avere un chiarimento.
Da fine marzo, i chioschi sono stati sigillati e sequestrati. I cantieri sono fermi e i concessionari lamentano gravi perdite economiche.
Sitta e il suo successore, l'assessore Gabriele Giacobazzi, difendendo a spada tratta le scelte di giunta, hanno sempre sottolineato che si trattava di opere di riqualificazione in un contesto più vasto, quello del centro storico
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.9665051:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/daniele-sitta-i-chioschi-sui-viali-vanno-benissimo-cosi/26565/26753]]
. E indifferibili, sia per un'urgente risanamento della zona e dei chioschi stessi, sia per ridare vita e sicurezza alla zona. Ma le associazioni e molti residenti della zona hanno sostenuto con altrettanta convinzione che si trattava in realtà di uno scempio vero e proprio. La Procura ha così aperto subito un'indagine, ma inizialmente di livello conoscitivo. Con l'arrivo di nuovi esposti, il pm ha approfondito le possibili accuse che venivano rivolte ai lavori allora in corso. Poi si è passati alla richiesta di sequestro preventivo. Richiesta avvalorata dal gip De Marco e poi dal Tribunale del Riesame di Modena. Nessun avviso di garanzia è stato invece spedito all'ex assessore Graziano Pini, già capo delle Attività Economiche prima di Prampolini, e a Giacobazzi, successore di Sitta all'Urbanistica. E' possibile che Pini sia escluso proprio perché era assessore quando Sitta si occupava dei nuovi chioschi ancora nella fase di progettazione.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.9665052:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/chioschi-sigilli-ai-cantieri-nel-parco/27681/27872]]
Passando alla Soprintendenza ai beni architettonici, la Grifoni e la Polidori sono invece indagate perché hanno firmato pareri favorevoli al progetto. Soprattutto la Polidori ne ha firmati numerosi seguendo passo per passo il progetto.
«Io sono arrivata a occupare questo ufficio quando la pratica era iniziata - ha detto alla Gazzetta l'architetto Grifoni - ed è prassi del ministero dare continuità amministrativa alla sue azioni che ovviamente rispettano la legge».
#Buongiorno, buonadomenica la #primapagina @gazzettamodena di oggi Piatto ricco #chios... http://t.co/v4cxxegDJp pic.twitter.com/Vj2Hh1pUko
— Gazzetta di Modena (@gazzettamodena) 27 Luglio 2014Sempre la Grifoni aveva fatto una distinzione sui vincoli del parco: «Quello è un parco storico come ce ne sono vari in tante città, è vincolato, certo, ma se fosse un parco della Rimembranza il vincolo sarebbe molto più restrittivo. L'impianto del vostro parco non viene certo meno con i chioschi in costruzione».
Tuttavia, i giudici, oltre che il pm, hanno un'opinione opposta ritenendo che si tratti proprio di un parco della Rimembranza e che quindi quella zona è soggetta a vincoli particolari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
