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Come si guarisce anche col sorriso

Come si guarisce anche col sorriso

I clown portano allegria al Policlinico grazie ad un progetto che dura da dieci anni

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Il sorriso è uno strumento terapeutico, che consente di aumentare la tolleranza al dolore e migliorare la qualità della vita, ed è perciò importante portarlo nei luoghi come gli ospedali, dove maggiormente la sofferenza si manifesta.

Per questo motivo la multinazionale Kellogg appoggia già da due anni i progetti della Fondazione Dottor Sorriso Onlus, che, da quando si è costituita nel 1995, ha come missione quella di aiutare i bambini in ospedale attraverso professionisti della clownterapia; un'attività benefica di cui fu iniziatore in ambito sanitario l'imprenditore di Rho Aldo Gravaglia, e che ora viene portata avanti dalla Fondazione nata proprio in sua memoria. Grazie al rinnovato sostegno di Kellogg, anche quest'anno sono state donate mille ore di clownterapia, così come già nel 2013, intensificando così il lavoro svolto negli ospedali e rendendo possibile il coinvolgimento di un numero maggiore di bambini. I numeri che accompagnano le attività dei Dottor Sorriso riguardano circa 16 mila bambini per 8mila ore di clownterapia all'anno, nei 24 reparti pediatrici di 15 strutture ospedaliere e due istituti di riabilitazione del territorio nazionale.

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Tra questi c'è il Policlinico di Modena, che, da dieci anni è visitato tutti i giovedì mattina dal Clown Brebba (Davide Grossi), e da Miss Foster (Teresa Fazio), due simpatici personaggi dal nasone rosso. «L'aiuto di questi clown è soprattutto rivolto ai bambini con patologie croniche, che sono quelle che hanno degenze più lunghe – spiega il prof. Paolo Paolucci, oncologo e direttore della clinica pediatrica del Policlinico - Il bambino, per le sue abitudini vive in modo molto negativo il distacco dal suo ambiente abituale, quindi più di altri ha bisogno di questo supporto. Esiste il problema di rendere gradevole, accettandolo, l'ambiente nel quale il bambino entra nel corso del ricovero. Quindi queste figure “friendly” che intrattengono e fanno sorridere dal vivo, producono un grande coinvolgimento attivo che fa dimenticare al bambino il problema che ha avuto».

I benefici prodotti dalla clownterapia investono lo stato psicofisico dei bambini, riducendo i tempi di miglioramento clinico, aumentando il livello di endorfine e riducendo la somministrazione di analgesici. «Esistono diverse forme di approccio al dolore non farmacologico – precisa il prof. Paolucci - Si arriva fino alla ipnosi, ma ci sono anche forme più modeste, dove il coinvolgimento attrattivo del bambino contribuisce ad un'elevazione della soglia del dolore». «L'intervento del Dottor Sorriso è parte integrante del lavoro del medico – spiega Cristina Lenci, responsabile H R Dottor Sorriso – perchè accompagna il bambino nelle attività di cura. Il lavoro fondamentale che poi svolgono i clown è quello con i genitori, che sono le figure che più di tutti, all'interno dell'ospedale, vivono una condizione di impotenza di fronte alla malattia dei figli. L'intervento dei clown è un momento di distrazione importante anche per i genitori».

Chiara Bazzani

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