Commercianti divisi sul caso Correggese: si temono i disagi
Dopo l’ok del Alberto Bellelli alla possibilità per la Correggese di giocare allo stadio Cabassi, struttura adeguata per la squadra dopo la promozione in C, si è scatenato il malcontento da parte...
Dopo l’ok del Alberto Bellelli alla possibilità per la Correggese di giocare allo stadio Cabassi, struttura adeguata per la squadra dopo la promozione in C, si è scatenato il malcontento da parte della maggioranza dei commercianti nelle vie vicine all’impianto sportivo. Gli esercenti, nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione che promette tutela alle attività commerciali, si sentono beffati due volte: la prima per le numerose ore in cui le strade rimangono chiuse per le partite, la seconda per la possibilità che questi disagi si ripetano due volte con una seconda squadra che gioca al Cabassi. «Non siamo contenti e pensiamo anche al periodo natalizio in cui il commercio, almeno una volta, si intensificava – lamenta Stefano Scacchetti del negozio L’Aleph di via Marx – Ora, vorrei percepire una somma pari ad almeno 2mila euro al mese, cioè l’importo che perdo da quando il Carpi gioca in B, da chi trae vantaggio per l’arrivo della Correggese…». Non esulta nemmeno Andrea Marzi dell’Accademia del caffè, sull’altro lato di via Marx. «Il nostro problema è che quando ci sono le partite del Carpi – afferma Marzi – lo scenario è deserto. E non capiamo perché, dal momento che la tifoseria del Carpi non è per nulla preoccupante o violenta, anzi…». Stesso problema per Bruno Forti di Autonovità: «La domenica, quando giocherà la Correggese, io non lavoro ma i negozi vicini sì. Per loro potrà essere un disagio». Alla Gelateria 2000 testimoniano forte malcontento per come viene gestita la situazione viabilità. Giovanni Mazzoli della fioreria Il bocciolo di via Leonardo Da Vinci parla di “raddoppio del disagio con l’arrivo della Correggese. Il sindaco deve decidere quali interessi rappresenta. Noi l’8 marzo, uno dei giorni in cui vendiamo di più, abbiamo dovuto chiudere». Ma c’è anche chi è indifferente o addirittura contento. «Finalmente si vivacizza la città» commenta Irene Zanotti di Living Space, e “se gioca la domenica per me non cambia nulla” aggiunge Davide Paganelli di Nanolandia. Indifferenti anche Cataldo Spataro di Intralot e Lin Xufeng del bar Bel Ami. Sul piede di guerra anche Dionigi Innaro di Idr Ottica: «Sarebbe stato meglio spostare lo stadio. Il Carpi ha già disturbato troppo. E, intanto, nessuno pensa ad eliminare le barriere architettoniche nei dintorni».
Serena Arbizzi
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