Gazzetta di Modena

Modena

Giovani del Pd, bufera sulla Pini

Giovani del Pd, bufera sulla Pini

Blitz in direzione: cambio dello statuto per non andare a nuovo congresso

2 MINUTI DI LETTURA





«Il problema non è che non ci sono più le mezze stagioni. È che c'è solo l'autunno», ha scritto ieri l’onorevole Giuditta Pini sui social network.

Peccato che la tempesta che le si è abbattuto contro in queste ore - non in qualità di parlamentare ma di segretario provinciale dimissionario dei Giovani Democratici - assomigli di più ad una tempesta da pieno inverno, di quelle da era glaciale. Come sono rimasti di ghiaccio molti di quelli che, due sere fa, hanno partecipato alla direzione provinciale dei Gd dove @piccolapini ha annunciato le sue dimissioni: «Un fatto che auspicavamo da ormai un anno - spiega Federica Di Padova, segretario di Modena e consigliere comunale in città - da quando cioè la Pini è sparita avendo assunto un importante impegno a Roma. Le dimissioni si sono fatte attendere un anno, e per un anno la direzione provinciale non è mai stata convocata. Fino all’altra sera, quando con un blitz non solo la Pini si è dimessa, e fin qui tutto bene, ma si è deciso in modo del tutto anomalo come proseguire l’avventura dei Giovani Democratici».

Federica Di Padova rincara la dose: «Come a livello nazionale, anche a Modena si è andati verso una soluzione che non ha nulla a che vedere con la democrazia. A sorpresa, perché non previsto all’ordine del giorno, Pini ha fatto votare a colpi di maggioranza risicata un ordine del giorno per modificare lo statuto ed evitare di andare a congresso. Ora i Gd sono nelle mani di un coordinatore: nulla contro di lui - è Andrea Gozzi di Mirandola - ma io, come tanti altri segretari non ci potevamo trovare d’accordo con un percorso per nulla condiviso. Nessuno a me ha chiesto nulla, così come ad altri. Mai come in questo momento, dove il Pd ha cambiato faccia, dove ci sono difficoltà oggettive anche tra i Gd, basta vedere la spaccatura che si è creata a causa di questo comportamento, c’era bisogno di un nuovo percorso politico. E la soluzione seria era andare a congresso, non rimandarlo di mesi».

La pensa allo stesso modo il segretario Gd del comprensorio ceramico, Matteo Mesini, che si è sfogato su Facebook: «Si sarebbe dovuto discutere il percorso di lavoro per i prossimi mesi, una linea politica e un progetto collettivo su cui rilanciare un’organizzazione ad oggi in difficoltà, al punto di non riuscire a gestire il consueto spazio dei d alla festa provinciale. Un evento senza precedenti che è l’immagine più eloquente dello stato della federazione dopo la cura dell’ultimo anno». Non si può nemmeno consigliare ai giovani di prendere esempio dai più anziani in quanto a unità... @dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google