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Il Comune salva il liceo: diventa statale

di Francesco Dondi
Il Comune salva il liceo: diventa statale

Palagano. Svolta storica per il “Maria Immacolata” grazie all’impegno del sindaco Braglia: sarà aggregato al Formiggini

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PALAGANO. Il liceo “Maria Immacolata” è ormai prossimo ad una storica svolta e punta a diventare un istituto statale, aggregandosi al Formiggini di Sassuolo. A tessere la tela, permettendo così all’Appennino di mantenere una scuola secondaria di livello e funzionale anche alle necessità delle famiglie, è il sindaco Fabio Braglia, che da un anno a questa parte, sottotraccia, ha lavorato alacremente al progetto. La svolta è arrivata ai primi di luglio quando la cooperativa scolastica San Francesco, titolare della gestione della scuola e da sempre assai collaborativa con il Comune, conferma con una nota di non essere più in grado di gestire la situazione finanziaria dell’istituto. Per scongiurare la fine di un’esperienza tanto indispensabile quanto qualitativamente di livello, il piano di salvataggio è ormai pronto: la disponibilità dell’Istituto Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Palagano, proprietario della struttura scolastica, mette a disposizione l’edificio in comodato d’uso gratuito; il Comune, a sua volta, informa Regione e Provincia di essere disponibile ad accollarsi le spese della “gestione ordinaria e normale funzionamento dell’edificio”; parte la richiesta di statalizzazione che incassa il parere favorevole della Conferenza regionale per il Sistema formativo. «Al fine di consentire lo svolgimento regolare delle attività scolastiche superiori a Palagano e garantire l’accesso alla scuola superiore degli studenti residenti - si legge nella documentazione della Provincia - viene chiesta pertanto l’istituzione di un plesso di scuola superiore statale. Tale plesso risulterà aggregato al Liceo Formiggini di Sassuolo».

E così il presidente della Provincia, Emilio Sabattini, sollevato dall’onere economico della gestione (demandato al Comune o eventualmente all’Unione), ha istituito il nuovo plesso scolastico, garantendo di fatto a Palagano la continuità delle scuole superiori.

«Abbiamo ottenuto un grande risultato - commenta il sindaco Braglia - Dico abbiamo perché siamo in molti a non esserci arresi alla crisi e alle avversità, continuando a credere nella scuola, nella sua missione e nella crescita dei nostri ragazzi, che pur abitando in montagna devono poter avere le stesse opportunità di pianificare e creare il proprio futuro senza dover andare lontano da casa così giovani. Devo ringraziare chi in tutti questi anni ha lavorato incessantemente e gratuitamente per la promozione: la cooperativa scolastica, il presidente Osvaldo Casini, don Sergio Casini, Viviana Pacchiarini, Andrea Fratti, Anna Magnani, Gabriele Monti, il vescovo di Modena a cui vanno le nostre preghiere di pronta guarigione affinché torni a trovarci al più presto, la diocesi che ha sostenuto la scuola e che speriamo ci aiuti ancora in futuro, la fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la Regione e l'assessore Bianchi, La Provincia ed il presidente Sabatini, l'ufficio regionale scolastico ed il provveditorato di Modena, i comuni limitrofi ed i sindaci di Prignano, Montefiorino e Frassinoro, l'Unicredit ed il direttore Zanardi. Per terminare, i ringraziamenti più importanti vanno prima di tutto alle Suore francescane di Palagano che hanno istituito la scuola, portata avanti con amore e passione e che oggi continuano nella missione, mettendo a disposizione le strutture e il personale, alla preside Suor Armanda ed alla madre generale Suor Luisa. Un ringraziamento speciale alla mia amministrazione che mi ha sostenuto ed aiutato in questa impresa ed un grazie di cuore a chi, a Roma, ha lavorato senza tregua per ottenere questo risultato: gli onorevoli Simona Malpezzi e Matteo Richetti ed il presidente Renzi che tanto ha puntato sulla scuola. Tanto c'è ancora da fare: questa è solo la base. Agosto sarà per noi un frangente di duro lavoro per organizzarci con alunni, famiglie e professori e per impostare e programmare gli anni di chi deve proseguire il percorso di studi iniziato e la partenza del nuovo indirizzo statale».

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