Lami e F.lli Pilati: c’è pericolo d’infiltrazioni
Le imprese di Palagano e Castelfranco alle prese con l’esclusione dalla white list per i lavori a Finale
Anche la Lami Costruzioni, azienda di Susano di Palagano, è stata esclusa dalla white list prefettizia e fino a prova contraria non potrà più lavorare nella ricostruzione post-terremoto. L’azienda, che ha già disposto una richiesta di sospensiva al Tar (la discussione è prevista a giorni), risulta coinvolta in un appalto ritenuto sospetto in Sicilia, o meglio i riscontri investigativi parlano di un sistema di presunte scatole cinesi. Non si tratta del primo guaio che la Lami è costretta a fronteggiare visto che nel 2005 finì in un’inchiesta della Finanza in Puglia, in sui l’accusa mossa fu di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti. Sette persone finirono ai domiciliari tra cui collaboratori della Lami. Ma questa è un’altra storia e non ha collegamenti con l’ultima esclusione eccellente dalla white list.
La Lami è comunque da mesi al centro del dibattito pubblico a Finale, dove si è occupata dell’urbanizzazione del nuovo viale della Rinascita su cui sorgono scuole, palazzetto dello sport e Maf. Un appalto da 1,8 milioni e che ha attirato la curiosità delle opposizioni consiliari tanto da diventare oggetto di interrogazioni e richieste di accesso agli atti da parte soprattutto della Lega Nord. Ma quel cantiere è evidentemente “maledetto” dal momento che vi aveva lavorato - in subappalto proprio dalla Lami per 270mila euro di contratto - la Bianchini Costruzioni di San Felice, ossia la principale azienda esclusa dalla white list e per cui, al contrario della F.lli Baraldi, neppure le modifiche ai vertici societari e la cessione di quote ha portato alla riammissione. Ovvio domandarsi, come ha fatto anche il senatore Giovanardi, i motivi di tanta decisione da parte del prefetto e indirettamente del gruppo interforze, che vigila sugli appalti, a negare le continue istanze di riammissione.
Ma il Girer, sempre restando con la lente d’ingrandimento puntato su viale della Rinascita a Finale, ha avviato diversi accertamenti - e non si esclude l’imminente arrivo di una nuova esclusione dalla white list - anche della F.lli Pilati, altra grande impresa di Castelfranco Emilia. Ad attirare l’attenzione è stata, quasi come avvenne con la Bianchini, la presenza in cantiere di un subfornitore con precedenti penali e quindi sospetto. La Pilati è stata informata della questione è sta producendo il materiale necessario a convincere la prefettura della propria estraneità, ma sul suo operato incombe un’altra complicanza, questa volta di tipo politico-economico. La consegna del palazzetto dello Sport, costato oltre 1,5 milioni, è in grave ritardo sulla tabella di marcia e le opposizioni sono alla ricerca dei motivi dello slittamento di parecchi mesi della consegna.
Francesco Dondi
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