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Museo della Resistenza, è lite sui ritardi

Montefiorino. Presentato il progetto di allestimento ma slitta l’apertura. Critici minoranza e Lega

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MONTEFIORINO. Ci vorrà più tempo del previsto, ma il 21 settembre aprirà il museo della Repubblica e della Resistenza di Montefiorino. È stato presentato ieri il progetto di allestimento all’interno della Rocca. «Non sarà il solito museo - hanno detto i consulenti - ma un’immersione nei momenti salienti della Resistenza, grazie a una tecnologia multimediale. Insomma, un museo unico nel suo genere». «Purtroppo ci sono stati ritardi - esordisce Fabio Manfredi del comitato scientifico per il riallestimento – dovuti alla reperibilità del tanto materiale video, fotografico e i testi dall’istituto Luce. Dovevamo aprire il 27 luglio e invece apriremo il 21 settembre, ma stiamo facendo un ottimo lavoro. L’idea è quella di rappresentare un momento storico fondamentale della nostra Repubblica anche perché in Italia non c’è un museo che si interessi della Resistenza partigiana. E dove poteva nascere se non a Montefiorino, il Comune dell’omonima Repubblica?». Una sfida portata avanti con l’architetto Fabrizio Grupini di Fuse Architetture. «Il comitato scientifico ha costruito il percorso culturale e storico del museo e noi lo abbiamo fuso in una location come la Rocca con elementi narrativi multimediali e interattivi che possano coinvolgere il visitatore. Questo ci permette di offrire un museo non statico, ma in grado di evolversi e migliorare nel tempo. La sfida progettuale era quella di trovare un linguaggio che potesse valorizzare gli spazi, il pregio e la storia della Rocca. Il museo è un percorso cronologico diviso in stanze, dove ognuna tratterà un argomento diverso. Per esempio nella seconda stanza, quella della guerra, ci sarà un tavolo dello spessore di 3 millimetri con una mappa proiettata che mostrerà le campagne nelle quali ha partecipato l’Italia e i contenuti saranno fruibili allo sfiorare della zona indicata». Non sono mancate le critiche per i ritardi. «Ci chiediamo se non manchi la volontà politica di inaugurare un museo che ha creato divisioni e spaccature all'interno della maggioranza - hanno detto i consiglieri di opposizione Luca Casoni, Erik Francesconi e Roberta Coriani - Vediamo rimandato un richiamo turistico di valenza nazionale, già pubblicizzato e sul quale si poteva contare per risollevare le sorti di una stagione estiva che stenta a partire». «L'amministrazione rimanda l’apertura per salvare la faccia - dice Stefano Corti della Lega Nord - L'operazione del riallestimento è nata sotto una cattiva stella e i lavori, portati avanti con un pressapochismo all'italiana, rischiano di assumere i contorni della farsa. Eppure i soldi non mancano; quasi 200mila euro con un comitato scientifico strapagato e di sinistra. E se la strana maggioranza di centrosinistra che ha patrocinato l'operazione spera in un ritorno economico e turistico per il territorio, temiamo che si sbagli».(m.f.)

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