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PIEVEPELAGO

Le mummie seducono i turisti

Le mummie seducono i turisti

Ha riaperto la cripta a Roccapelago che conserva alcune delle mummie trovate sull'Appennino. 

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PIEVEPELAGO. Un “database” unico in Italia. Da ieri i turisti possono visitare di nuovo le mummie di Roccapelago. Una «ricchezza unica», conservata nella chiesa della Conversione di San Paolo, come l’hanno definita ieri l’archeoantropologa Vania Milani e l’archeologo Donato Labate. «È un enorme database di informazioni - ha spiegato la conservatrice del museo - che va dai tessuti della pelle ai vestiari alla parte entomologica. Dalle larve è possibile capire la stagionalità, i tessuti danno la cronologia del periodo. Il ritrovamento del 2011 riguarda persone mantenutesi con una mummificazione naturale».

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«È un luogo unico - ha ribadito l’archeologo della Soprintendenza dell'Emilia Romagna - perché le mummie sono rimaste nel loro habitat». Ieri c’erano turisti da Modena, Imola, Marina di Pietrasanta e Pisa. Visitatori che hanno compiuto un percorso intriso di storia: dall’assedio di Roccapelago del 1393 alla trasformazione del castello in chiesa.

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Ancora, l’espansione della chiesa, la creazione della cripta e il suo uso come cimitero fino al Settecento. Infine, l’abbandono delle sepolture e il ritrovamento del 2011. «È come il “Nessun dorma” - ha raccontato la guida Enzo Ferroni - s’inizia adagio con il museo storico e si chiude con l’acuto nella chiesa».

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Da domani ricostruzioni degli scavi con Vania Milani (dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19), poi il 18 ottobre aprirà il museo con due sale a tema e vestiti d’epoca.

Gabriele Farina

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