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PIEVEPELAGO

A lezione di... mummie nel laboratorio della cripta

di Gabriele Farina
A lezione di... mummie nel laboratorio della cripta

Pievepelago. Una settimana di esperimenti e ricostruzioni con Vania Milani «Non erano persone ricche, ma vivevano con dignità, è una scoperta unica»

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PIEVEPELAGO. Alla scoperta delle mummie. Da oggi a venerdì, l’archeoantropologa Vania Milani illustrerà ai visitatori il ritrovamento avvenuto tra il dicembre 2010 e il marzo 2011 a Roccapelago. La cripta della chiesa della Conversione di San Paolo sarà il laboratorio in cui la conservatrice del museo mostrerà come sono stati scoperti gli “antenati” della frazione. La ricostruzione avverrà dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. «È stato scoperto un ambiente che prima faceva parte del castello - ha spiegato Milani - in un luogo molto antico che imita la costruzione attuale della chiesa. Da un punto di vista antropologico, l’importanza è legata al fatto che questo ritrovamento riguarda persone che si sono mantenute attraverso una mummificazione naturale: un aspetto unico nell’Italia settentrionale, qualcosa di raro in tutta Italia per l’altitudine in cui ci troviamo».

Merito delle condizioni ambientali e dell’aerazione: l’accesso dalla chiesa è stato sigillato per evitare odori poco piacevoli, mentre l’aria esterna ha continuato a circolare e far “respirare” le mummie.

«Sono state risistemate nel modo più naturale - ha aggiunto la conservatrice del museo - rispettando il ritrovamento. L’allestimento si trova nella cripta da circa due anni. La parte accanto alla sepoltura dei bambini fino a ieri è stata abbozzata, da oggi sarà interamente ricostruita per una settimana». Non saranno presenti tutti i quasi trecento corpi ritrovati nella cripta. Molti di loro sono ancora studiati al campus di Ravenna, facente capo al dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna.

Gli studi hanno creato un «database» d’informazioni sulla storia della frazione. «La comunità è ancora vivente - ha ripreso Milani - sono stati condotti studi anche su venti persone, con cui sono state trovate corrispondenze tra una mummia e il sindaco Ferroni». Le ricerche hanno portato a conoscenze più approfondite sull’altezza degli abitanti del tempo, sul loro modo di vivere e di vestire, sulle malattie dell’epoca. In genere non erano ricchi, «ma vivevano la loro condizione con grande dignità». Gli studi non sono tuttavia completi. «C’è uno iato tra la seconda metà del XIX secolo e i giorni nostri - ha concluso Milani - i residenti possono contribuire con le loro testimonianze e oggetti del passato appartenuti ai loro avi». Il “censimento storico” partirà il 16 agosto dal parco di Roccapelago. Gli interessati possono presentarsi dalle 14 alle 18 per fornire i loro racconti. Futuri appuntamenti il 6 e 7 settembre (e il 19 ottobre) in piazza Vittorio Veneto, il 20 settembre in piazza Gimorri (S. Anna).

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