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Chioschi violati da balordi: arrestato un ricercato

Chioschi violati da balordi: arrestato un ricercato

Nel Tosco il gestore nota quattro stranieri drogarsi, la polizia ne prende uno e scopre che si trattava di un algerino clandestino colpito da un ordine di cattura

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Alla fine i timori dei concessionari dei chioschi si sono materializzati. Sabato sera Andrea Galli, concessionario dell’Ex Tosco, ha chiamato la polizia dopo aver trovato quattro stranieri che si drogavano dentro il suo cantiere sotto sequestro (quindi violando i sigilli). La polizia ne ha arrestato uno: era un ricercato. E solo la sera prima da Bobotti qualcuno ha gettato a terra la recinzione e si è fatto un giaciglio con bivacco. L’arrestato è un algerino clandestino di 36 anni con ordine di cattura: deve andare il carcere per spaccio di droga. Ora è anche accusato della violazione dei sigilli giudiziari di sequestro e occupazione di proprietà privata.

Da mesi Andrea Galli (Pdl) in qualità di concessionario aveva avvisato con gli altri gestori dei gravi rischi di degrado che potevano crearsi attorno ai chioschi sotto sequestro. E la risposta del Tribunale era che spettava a loro la vigilanza. Così è infatti andata sabato sera, quando, dopo la telefonata di un residente preoccupato, Galli ha scoperto l’occupazione abusiva di fronte ai clienti dello Zookie. «C’erano quattro stranieri che si stavano drogando dentro il cantiere. Erano arrivati con le bici e stavano maneggiando la droga. Ho subito avvisato il 113 e la polizia è arrivata in pochi minuti».

Gli agenti hanno fatto irruzione ma tre dei quattro sono riusciti a scappare a piedi per il parco, mentre l’algerino è stato acciuffato subito. «Dopo che la Volante è andata via - spiega Galli - ho visto gli altri tre tornare e prendere le bici. Non erano per niente preoccupati». Solo il giorno prima da Bobotti ci si era accorti che nottetempo un barbone aveva gettato a terra la recinzione di metallo, violando quindi i sigilli del Tribunale, e si era costruito un giaciglio con un materasso vecchio e un bivacco vicino. «Come si vede da questi casi - spiega Galli - esiste realmente un pericolo che questi cantieri sotto sequestro diventino terra di nessuno e anzi favoriscano delinquenti e disperati di ogni sorta. Noi gestori cerchiamo di fare il nostro meglio. Dobbiamo però dire che se questi occupanti gettano a terra le recinzioni il gioco si fa pesante, perché non è facile gestire un varco del genere e soprattutto risistemare in poco tempo la zona sotto sequestro. Non parliamo di un buco nella rete, ma di una struttura pesante». Lungo la zona sequestrata capita di notare anche a presenza di agenti della municipale che controllano all’interno. Nessuno ha però visto l’ “inquilino” di Boboti. E ieri pomeriggio uno nuovo ha fatto un sopralluogo andandosene...

Carlo Gregori

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