Meno strutture e più piccole, ma si aspetta il dissequestro
Scordatevi strutture leggere, magari coi fregi in ferro battuto ed i pergolati: i chioschi nel nuovo progetto elaborato dalla giunta Muzzarelli avranno lo stesso aspetto “bulgaro” e “pesante” di...
Scordatevi strutture leggere, magari coi fregi in ferro battuto ed i pergolati: i chioschi nel nuovo progetto elaborato dalla giunta Muzzarelli avranno lo stesso aspetto “bulgaro” e “pesante” di quelli di Sitta. Tutti uguali. Cambia però l’anima del piano di riqualificazione e dei chioschi: strutture meno numerose (di passa da 7 a 5) più piccole (il progetto sotto inchiesta prevedeva 52 moduli, quello voluto da Muzzarelli 21) e senza cemento armato, né nelle colonne, né nei pavimenti.
Un progetto che si presenta, almeno per quanto riguarda gli aspetti ediliZi, “leggero”. Ma potrà decollare solo nel caso i magistrati concedano il dissequestro delle quattro aree su cui sono stati posti i sigilli.
Quali sono i chioschi previsti dal nuovo piano di riqualificazione? I tre che hanno avviato l’intervento, poi posti sotto sequestro cautelativo dalla Procura (Bobotti, il Tosco-Sogeba, Bar Elio); quello i cui termini rimangono “sospesi”, El Paseo; il Lido Park, il cui permesso di costruire è comunque decaduto.
Per questo motivo la realizzazione del nuovo chiosco del Lido Park sarà affidata con un bando pubblico (procedura che non era stata seguita dalla giunta Pighi). La giunta ha deciso di ridurne le dimensioni: da 12 a sette moduli. Verranno inoltre previste pavimentazioni permeabili delle aree occupate dai tavoli.
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