Gazzetta di Modena

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DANIELE SITTA

«Nel progetto tutto è a norma Temo i fanatici della tutela»

«Continuerò a difendere il progetto dei chioschi. E a chi è contrario voglio dire che sono per le battaglie di idee, anche le più dure, ma non accetterò mai dei metodi inquisitori come quelli...

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«Continuerò a difendere il progetto dei chioschi. E a chi è contrario voglio dire che sono per le battaglie di idee, anche le più dure, ma non accetterò mai dei metodi inquisitori come quelli adottati da Giovanni Losavio di Italia Nostra. Io ho paura di questo modo di imporre le proprie ragioni. Se questo sistema intollerante dovesse prevalere saremmo tutti contro tutti, incapaci di confrontarci, trattati da criminali da perseguire. Io dico di no. Io non ci sto». Daniele Sitta è un fiume in piena dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia per il caso “chioschi bulgari”, nato da un esposto di Losavio.

«Un Losavio c’è in ogni comunità. Il problema non è lui, ma che ha udienza tra i politici e alla fine prevale il fanatismo sulla battaglia di idee. Quella che vuole Italia Nostra è una città morta. Chiedo: è questo che vogliamo? Un parco immobile, fossilizzato, in mano alla delinquenza?»

Sitta rivendica la scelta del Parco perché, sostiene ancora una volta, solo con iniziative mirate si ottiene la rinascita di un posto. «Ci vogliono le iniziative con le attività private. Ci sono in tutto il mondo. E a Modena no, perché? Vogliamo un parco dove non si può comperare neanche una bibita o un gelato? Oggi grazie a questi difensori intolleranti non si può fare niente. Voglio ricordare che l’intervento ai chioschi era necessario dal 1998. È da allora che l’Ausl notifica la necessità di adeguare bagni e cucine delle baracchine alle normative. Ci contestano tutto. Dicono anche che dai comignoli escono fumi che impediscono la fotosintesi delle piante... Ci contestano che non si può costruire in altezza, ma l’altezza è necessaria se si vogliono rispettare le norme dell’Ausl. Sono misure imposte dalla legge. Abbiamo studiato ogni risvolto per due anni. Tutto a norma e antisismico... Abbiamo anche un prototipo vicino al Principe e nessuno ha detto niente. Tutto regolare e autorizzato. Ma non va bene...»

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