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Per i fondi anti-crisi è guerra tra poveri: i soldi non bastano

di Rino Filippin
Per i fondi anti-crisi è guerra tra poveri: i soldi non bastano

L’accusa: «C’è chi viene aiutato, ma poi lavora in nero» L’assessore De Pietri: «Non possiamo fare noi le indagini»

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Oltre 350 residenti sono rimasti a bocca asciutta. Per loro niente “Fondo Anticrisi”, si dovranno, insomma, arrangiare per pagare bollette, ticket sanitari e altro ancora. L’erogazione dell’ente di via Sardegna, la Fondazione Cassa, ammontava a 900mila euro e ne hanno potuto beneficiare 1024 cittadini di Carpi. A dire il vero la cifra, secondo le prime stime, è stata sforata e quello che manca (ancora da quantificare), dovrà probabilmente essere ripianato dall’Unione. Una scelta politica per non mandare a casa con un “no” famiglie con situazioni davvero gravi. Però, come dicevamo, nonostante il bando del Fondo Anticrisi sia chiuso ormai da oltre due mesi, gli esclusi non sembrano rassegnarsi e chiedono di avere spiegazioni direttamente dall’assessore Daniela De Pietri. Tra i motivi del risentimento di chi non ha ottenuto i benefici, ve n’è uno serio, anche se poi sfocia in una “guerra tra poveri”.

«Io - dice una donna rimasta esclusa dai benefici - so per certo che alcuni nostri vicini hanno ottenuto gli aiuti, nonostante svolgano lavoretti in nero. Il Comune dovrebbe accertare queste situazioni prima di erogare in base a semplici dati rilevati dal Centro per l'Impiego».

L’assessore De Pietri non ci sta a incassare queste accuse, rivoltele anche direttamente negli innumerevoli incontri che sta sostenendo in queste settimane. «Ognuno - dice la De Pietri - deve fare il proprio lavoro. Il Comune agisce da Comune, la Finanza ha le sue competenze così come le forze dell’ordine. Noi a livello municipale abbiamo effettuato le erogazioni del Fondo Anticrisi sulla base di dati ufficiali ricavati tra l’altro anche dal Centro per l’Impiego. Sto parlando di capi famiglia licenziati, in mobilità e altri casi. Queste persone, se rientranti nei parametri previsti dal Fondo, dovevano portarci fatture e documentazione di spesa. Da parte nostra poi sono stati fatti i pagamenti diretti: il denaro, insomma, non è passato tra le mani delle persone beneficiarie del Fondo Anticrisi».

Emerge insomma sia che da parte del Comune tutte le procedure sono state effettuate con la massima trasparenza e applicazione delle regole, sia che tra parte della cittadinanza in difficoltà dal punto di vista economico c’è risentimento. Un “clima” che di certo non contribuisce a creare quella solidarietà necessaria nei momenti difficili per una comunità. Fa bene dunque l’assessore Daniela De Pietri a incontrare direttamente gli esclusi dai benefici per spiegare loro criteri e regole che impongono la selezione di chi ha diritto alle erogazioni. Solo così si può ristabilire un clima di serenità.

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