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Il sindaco ferioli

«Basta ingiurie, noi non svendiamo il nostro territorio»

Il sindaco Ferioli non ci sta ad essere accostato al cosiddetto “Polo pattumiera” che si prospetta a Finale. Così, dopo le ultime critiche su Facebook, ieri ha affidato il suo sfogo e la sua amarezza...

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Il sindaco Ferioli non ci sta ad essere accostato al cosiddetto “Polo pattumiera” che si prospetta a Finale. Così, dopo le ultime critiche su Facebook, ieri ha affidato il suo sfogo e la sua amarezza ad una lettera.

«Non pensavo di dover scrivere queste parole, ma tutto ciò che ho sentito, letto e mai digerito in questi giorni mi pone davanti alla necessità di ribadire che l’ Amministrazione, le persone che la compongono - non altro che cittadini che vivono in questo Comune e che si sono prestati alla politica per poter migliorare qualcosa, offrendo il loro contributo - non venderanno mai il loro territorio, non lo deturperanno né lo distruggeranno. Non sarà per 10 euro a tonnellata di rifiuti, né lo sarà per riuscire a chiudere un bilancio che solo noi stiamo risanando (da 34,5 a 27 milioni di debito in 3 anni). Quindi, sottolineo, per l’ennesima volta, che se dovessero sorgere problematiche tecniche sulla discarica - e parlo di analisi tecniche non basate su chiacchere ma dati reali studiati da esperti, e non finti paladini che si sono svegliati solo ora - saremo noi i primi a dire no... E visto che siamo stati gli unici a spendere soldi - un milione e mezzo di euro - su quella discarica per la messa in sicurezza e visto che non siamo stati noi a pensare di allargarla nel 2004, allora qualcuno ci spiegherà perché, in quel preciso momento, si decise così. Allora. Non oggi, né 3 anni fa. Relativamente alla discarica, l'unica cosa che abbiamo fatto ad oggi, oltre a spendere per la sicurezza e i controlli, è stato farsi pagare per tutte le tonnellate conferite e non per quelle che si ipotizzava, quindi facendo incassare al Comune 800mila euro in più del previsto. Ma anche questo è stato usato come arma da chi ci avversa e abbiamo dovuto difenderci da chi ipotizzava ci fosse dietro chissà quale complotto. Fa molto male sentire che siamo inquinatori senza scrupoli. È una cosa talmente folle che solo una politica malata, fatta di scontri e distruzione può arrivare a dire. Come la vicenda amianto, che ci vede protagonisti con l’avvio di diversi cantieri che permetteranno di smaltire enormi quantità di questo materiale. Anche qui, siamo i primi a fare qualcosa dopo 40 anni di nulla, vedi Bellentani a Massa, gli stadi, i magazzini comunali, il centro sportivo... Invece, la politica dell'opposizione ha portato ad un esposto contro di me in Procura. Per cosa? Proprio là dove non abbiamo commesso nessun crimine, nessuno sbaglio e dove non vi era nessun pericolo per la popolazione. Non ho paura di essere indagato né di essere nel mirino delle minoranze, ma stiamo andando oltre ogni limite. Abbiamo venduto l'anima al diavolo, ci urlano. Chi sarebbe il diavolo? Sorgea? Hera? Ecoblock? Il governo regionale? Il sindaco? Ci sarebbe solo da continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto e non metterci a scrivere, con tanta amarezza, queste parole. Lavorare solo per Finale e i suoi abitanti, per il bene comune e per portare a casa i migliori risultati. Come abbiamo sempre fatto e come testimoniano questi ultimi terribili tre anni, durante i quali il lavoro è stata l'unica cosa che ci ha guidato. Nonostante tutto, sisma e offese compresi... Anche a scapito della nostra salute e della nostra famiglia».

Fernando Ferioli

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