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«Fratelli ladri, ridateci le corone della Madonna»

di Stefano Totaro
La Madonna del Rosario dopo il furto
La Madonna del Rosario dopo il furto

Furto in San Faustino, don Alberto scrive ai malviventi: «Valore solo affettivo» I banditi sono stati filmati. Chiese ancora nel mirino, è il terzo colpo in un mese

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MODENA. «Cari fratelli ladri, noi di San Faustino siamo rimasti molto male per il furto che avete commesso sabato pomeriggio nella nostra chiesa. Le due corone che avete preso dal capo della statua di Maria e di Gesù Bambino non hanno un grande valore economico, non si ricaverà un gran che dalla loro vendita… Per noi invece hanno un grande valore affettivo; sono state volute a metà del secolo XIX dai parrocchiani di allora come un omaggio del popolo alla Vergine e al Bambino Gesù. Vi chiediamo sinceramente: fatecele riavere, per noi sono molto importanti. Vi perdoniamo e preghiamo per voi!».

Così don Alberto Zironi, a nome di tutti i suoi parrocchiani, dopo il colpo che è stato messo a segno nella chiesa di San Faustino, di sabato pomeriggio: una lettera aperta, un accorato messaggio ai malviventi che spera giunga a destinazione. Nel frattempo, in attesa di provvidenziali sviluppi della vicenda, il filmato delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza saranno consegnate alle forze del’ordine. L’impresa è stata documentata: si vedono chiaramente due persone che usano un panchetto o una sedia per raggiungere la statua, stacacndo e portando via le corone sul capo della statua della Vergine del Rosario e del Bambino Gesù collocate accanto al fonte battesimale. Due corone in argento stampato e cesellato e gemme vitree, risalenti agli anni 1850-1874, di bottega modenese. Forse i due ladri sono stati abbagliati dai vetri colorati, scambiandoli per pietre preziose, ma le corone invece hanno un valore di poche decine d’euro. Grande valore affettivo: si tratta inoltre della statua che viene portata in processione, a cui tutti i fedeli sono affezionati e devoti. Nel giro di neanche un mese, con quella di San Faustino sono tre le chiese finite nel mirino dei ladri.

Alla Pomposa il furto di una preziosa tela catalogata è stato sventato dall’intervento del responsabile della chiesa stessa, poi è stata la volta della chiesa di Costrignano di Palagano dove sono spariti innumerevoli oggetti tra cui candelabri, una culla antica, il quadro porta reliquia di Santa Margherita.

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