Un modenese su cinque è in pensione
Assegno medio mensile di 1082 euro, ma quelli di vecchiaia si attestano sui 663 euro. La nostra provincia tra le più anziane
Un modenese su cinque è in pensione: l’assegno medio mensile è di poco superiore ai mille euro, in linea col dato nazionale: il 10,8% hanno la pensione di vecchiaia, il 10% quella di anzianità, pochissime quelle di invalidità. Sono Ferrara e Ravenna le province dell'Emilia-Romagna che entrano nelle prime dieci posizioni della classifica stilata dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, sull'incidenza delle pensioni - ossia il rapporto tra prestazioni e abitanti o, se si vuole, tra assegni e abitanti - sulla popolazione residente nelle diverse province italiane.
Classifica che il giornale milanese ha dedicato sia alle pensioni nella loro totalità sia a quelle di vecchiaia, di anzianità e di invalidità. Nella lista delle pensioni totali, Ferrara con una incidenza sulla popolazione del 24,3% (1.005,4 euro al mese) si piazza al terzo posto mentre la provincia di Ravenna con una incidenza del 22,3% (1.046,7 euro al mese) al sesto. Appena fuori dalla top ten, all'11esimo posto, Piacenza (21,7% e 1.058 euro) mentre la provincia di Modena strappa la 15esima posizione (21,3% e 1.082,5 euro), Bologna la 17esima (21% e 1.160,4 euro), Forlì-Cesena la 22esima (20,6% e 947,9 euro), Parma la 35esima (19,7% e 1104,6 euro). Reggio Emilia la 37esima (19,4% e 1.076,3 euro) e Rimini la 62esima (16,6% e 923,8 euro).
Per quanto riguarda la classifica relativa alle sole pensioni di vecchiaia in testa la provincia di Piacenza, sesta seguita da Ferrara (8/a), Ravenna (13/a), Forlì-Cesena (16/a), Bologna (19/a), Modena (20/a), Parma (26/a) e Reggio Emilia e Rimini (38/e) mentre per le pensioni di anzianità la lista vede Ferrara in seconda posizione davanti a Ravenna (6/a), Modena (13/a), Piacenza (14/a), Bologna (16/a), Forlì-Cesena (24/a), Reggio Emilia e Parma (29/e) e Rimini (64/a). Quanto alle pensioni di invalidità, infine, le prime delle province emiliano-romagnole a comparire nella lista del quotidiano economico sono, al 50esimo posto, Piacenza e Ferrara, seguite da Forlì-Cesena (64/a), Rimini (69/a), Parma (77/a), Ravenna e Reggio Emilia (79/a), Bologna (92/a) e Modena (103/a).
La domanda da farsi è una sola: come si vive con queste pensioni. Come si vive con una pensione di vecchiaia? «Si fanno dei sacrifici e si fa attenzione anche ai minimi dettagli». Parola di Anna Pini, 78 anni, pensionata dal 1992 con la pensione di vecchiaia: «Era il 1992, erano altri tempi. Da otto anni a questa parte il mondo è cambiato. Io non mi lamento, so bene che c’è chi sta peggio di me, ma non penso di offendere nessuno nel dire che con 900 euro, come nel mio caso, bisogna fare delle scelte». Molto onesta e realista la signora Pini, indica una scala di priorità: «Anche le cose necessarie, come la spesa per mangiare, hanno bisogno di particolari accorgimenti: guai a sprecare qualcosa, comprare solo quello che serve realmente e sfruttare le offerte al risparmio dei nostri supermercati. I vestiti non sono più una priorità, si guardano più che altro nelle vetrine e si preferisce rinnovarli con qualche piccolo accorgimento da sarta. Le spese fisse, purtroppo, incidono in modo pressante sulla vita di tutti e se sommiamo la casa, magari l’auto, le bollette e le tasse si contano ogni anno somme ragguardevoli».
In definitiva è un’Italia divisa in due anche su questo fronte, con una concentrazione degli assegni nelle province del Nord economicamente più avanzate e gli importi più alti alle realtà di maggiori dimensioni.
Davide Berti
@dvdberti
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