Concessionari: danni per un milione
È la prima approssimativa somma per le perdite e i mancati incassi se passasse la linea dura “zero baracchine nuove”
Si avvicina a un milione di euro la cifra complessiva del danno subito dai gestori dei chioschi del Parco, se venisse azzerato completamente il progetto di riqualificazione della Giunta Pighi. Molto meno, ovviamente, se passasse la “soluzione light” della Giunta Muzzarelli, dal momento che verrebbero cambiate le colonne e altre parti lasciando intatta la gran parte dei lavori. È il calcolo che circola in questi giorni tra i gestori composto dalla somma dei cosiddetti “danni emergenti” e del “lucro cessante”. Il calcolo è complesso: non riguarda solo le perdite dei cantieri ora sotto sequestro. Infatti, per costruire le nuove baracchine volute dal Comune - i gestori sottolineano che hanno solo eseguito quanto disposto dal Comune - hanno dovuto chiamare esperti (archeologi, geologi, geometri ec), avviare un progetto, prenotare i moduli, aprire un cantiere, far fare lavori per le fognature e le basi di cemento armato, far montare i piloni di cemento armato o (come per Bobotti) in lega di metallo, e le coperture. Se passasse la scelta più radicale in base alla violazione urbanistica e paesistica, andrebbe tutto raso al suolo e il Parco ripristinato come prima con altri costi a carico dei concessionari. Poi ci sono gli investimenti, spesso con fidejussioni bancarie, i mancati guadagni della stagione e le spese legali.
Questo per i quattro sotto sequestro (Bobotti, Tosco, Elio, I Cedri). Considerando che nel “progetto light” I Cedri non ha più l’autorizzazione. Così come, dietro il Teatro Storchi, la Capannina, già colpita da un’ordinanza comunale di abbattimento (intervento in corso). Infine, c’è il caso Lido Park: il giovane gestore Maicol Moccia ha sospeso subito i lavori, alle prime avvisaglie di irregolarità e il Comune ora non solo non gli ha rinnovato il permesso ma metterà la concessione all’asta il prossimo anno. Giunti a metà della stagione estiva alcuni gestori lamentano già un forte passivo causato dal pasticcio dei chioschi e anche dal maltempo. Il calcolo è approssimativo e la questione dei danni è solo all’inizio e andrà sempre più definita se le strade del Comune e dei concessionari divergeranno sempre più.
L’inchiesta della Procura è terminata con la notifica degli avvisi all’ex sindaco Giorgio Pighi, ai due ex assessori Daniele Sitta e Stefano Prampolini, a quattro dirigenti comunali e a due dirigenti dell Sopritendenza ai Beni architettonici. Per tutti tranne Pighi l’ipotesi di reato riguardava l’abuso urbanistico. Per Pighi, in veste di sindaco, non aver preservato un bene immodificabile come il parco. Come ha sottolineato ieri mattina il procuratore aggiunto Lucia Musti è prematuro persino ipotizzare se ci saranno rinvii a giudizio o richieste di archiviazione. Ora tocca agli indagati chiedere o meno di essere interrogati.
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