«Hera, sbagliati i prelievi in bolletta»
Il vicepresidente dell’assemblea regionale, Mandini: «Bisogna prima offrire il servizio e poi chiedere i soldi a chi accetta»
È regolare la procedura di Hera che addebita l’iscrizione obbligatoria dei suoi utenti al “fondo fughe acqua”, prelevando 15 euro in più all’anno sulle bollette di ogni utente? È giuridicamente corretto costringere chi non è d’accordo a percorrere un percorso burocratico a ostacoli con Hera per interrompere i prelievi forzosi sulle fatture?
Sono queste le domande a cui il vicepresidente dell’assemblea regionale dell’Emilia Romagna, Sandro Mandini, dà una risposta totalmente negativa. La condanna per l’operato della multiutility, che prima effettua i prelievi e poi chiede ai clienti se vogliono continuare a pagare, è senza riserve. Il vicepresidente Mandini in una sua nota, che riportiamo qui di seguito, condanna senza mezzi termini il prelievo forzato, lo paragona a quelli delle compagnie telefoniche e conclude chiamando in causa i sindaci che sono gli azionisti di Hera, a cominciare da Muzzarelli per Modena.
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«Mi domando - scrive il vicepresidente Mandini - se le modalità con cui Hera si appresta ad incassare un nuovo balzello per la costituzione del “fondo fughe” sia del tutto regolare e normativamente ineccepibile. Non tutti forse sanno, chedalle prossime bollette ci si ritroverà a pagare per sempre circa un euro in più ogni bimestre, per un totale di 15 euro annui, al fine di costituire un fondo che copra eventuali rotture di tubazioni a valle del contatore. Non discutiamo - sia chiaro - l’idea di costituire il fondo, ma in maniera totale le modalità con cui sarà applicato tale prelievo ai contribuenti. Infatti l’addebito avverrà in maniera automatica e per “distaccarsi dal servizio” la prassi non pare esser tra le più semplici. Infatti sarà necessaria prima una telefonata ad un numero verde, poi partirà l’invio a casa degli utenti di un modulo da compilare, firmare ed inviare nuovamente ad Hera.
E se qualcuno non si accorge della cosa, come ad esempio una persona anziana con problemi di lettura? Ecco in questo caso il problema sarà tutto dell’utente, perché per quanto già versato non vi sarà la possibilità di ricevere nessun rimborso. Questo modus operandi, tenendo conto che stiamo parlando di una azienda municipalizzata, mi lascia esterrefatto. Ritengo che una procedura diversa, dove in prima battuta e prima di iniziare il “prelievo forzoso” venisse richiesto ai consumatori se volessero aderire al servizio o meno, sarebbe stata decisamente più trasparente nonché tutelante nei confronti degli utenti, sui quali come sempre avviene, vengono scaricate imposte di ogni tipo ed in casi come questo, quasi in maniera celata. Lancio quindi l’ennesimo appello ai sindaci perché in quanto titolari delle quote di maggioranza, si rendano garanti verso i cittadini della correttezza di tale procedura, che ricorda molto la modalità con cui vengono attivati servizi non richiesti dalle compagnie telefoniche».
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