Il gasdotto fa scoprire case abusive
Alla prima riunione Snam insiste, intanto spuntano nuove questioni
SERRAMAZZONI. Edifici costruiti in violazione delle norme urbanistiche, perchè sorti o sopra il metanodotto esistente, o nell’area di rispetto del metanodotto stesso. È uno dei tanti argomenti discussi al tavolo convovcato dal Comune, alla presenza delle associazioni di categoria e di alcuni dei proprietari interessati dal passaggio del nuovo metanodoto che Snam, presente con i suoi tecnici, vorrebbe realizzare tra tante polemiche. Sul tema interviene ancora una volta la consigliere comunale Francesca Marzani (Movimento a 5 stelle), unica rappresentante delle minoranze (le altre due erano assenti).
«Ne siamo usciti amareggiati - spiega - perché ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un percorso autorizzativo che tutela molto il proponente mentre la maggior parte dei cittadini non sa nemmeno di che cosa stiamo parlando perché l'Amministrazione deve ancora fare il primo incontro pubblico. Intanto vengono concesse alla Snam le sale pubbliche per stipulare i rogiti per le servitù di passaggio».
«I rappresentanti della Snam hanno confermato che il tratto di tubo “critico” dal loro punto di vista è quello posizionato in località Vaglio, mentre il tratto che passa di fianco a San Dalmazio è sicuro. Quindi non possiamo trarre che questa conclusione: sulle frane costruiamo gli asili (Riccò) dove forse manderemo i bambini, costruiamo i viadotti dove passano migliaia di auto al giorno, costruiamo le bocciofile e le sale dove si tiene il Consiglio Comunale e nessuno dice niente.Invece il tubo del gas sulla frana non va bene; quello che abbiamo, pur essendo perfettamente funzionante ed in esercizio, deve essere dismesso e spostato, passando in mezzo a borghi storici più belli, zone interesse paesaggistico ed ambientale e i cittadini non vengono nemmeno informati». Marzani ha formulato una serie di richieste sul monitoraggio dei movimenti del fronte di frana, sul passaggio a mezza costa sulla roccia (anziché su frana come ora), riducendo di 2,5 km il percorso della variante in progetto ed evitando di sventrare Cornazzano. Ha chiesto un professionista competente per proporre percorsi alternativi, ottenendo per ora solo dei no. Tranne che sulle case abusive. Il Comune ha infatti smentito che deviando il gasdotto si saneranno gli abusi.
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