Gazzetta di Modena

Modena

DITE LA VOSTRA

Il nuovo balzello di Hera: le domande senza risposte

Il nuovo balzello di Hera: le domande senza risposte

Il meccanismo di prelievo dei 15 euro solleva dubbi e non tutela tutta l’utenza che è costretta a pagare da ottobre un servizio non espressamente richiesto

3 MINUTI DI LETTURA





Piazzato in bolletta, il balzello dei 15 euro l’anno per le eventuali perdite d’acqua mette gli utenti di fronte al fatto compiuto. Hera ha intenzione di informare gli utenti, ma intanto in autunno comincerà a riscuotere le rate mensili di poco più di un euro. Rate che passeranno inosservate, soprattutto fra gli anziani, e che cesseranno solo quando l’utente comunicherà alla multiutility di non voler aderire al fondo “facoltativo”. Depliant informativi che verranno scambiati per pubblicità, lettura delle bollette impossibile anche per laureati in Ecomonia, piccola rata mensile... Insomma, Hera vende un servizio forse anche utile, ma difatto se lo farà pagare all’insaputa della stragrande maggioranza degli utenti.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.9675715:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2014/07/29/news/acqua-un-altro-balzello-15-euro-all-anno-da-subito-1.9675715]]

Il meccanismo è noto, la destinazione dei fondi descritta in termini filantropici come una sorta di mutua solidarietà qualora una tubatura si rompesse e andasse persa una grande quantità d’acqua. Una operazione che potrebbe anche essere utile, ma condotta con un metodo censurabile. Ma non è il solo dubbio. A dispetto della massima trasparenza annunciata da Hera sull’uso dei fondi, ci sono cinque domande che poniamo da tre giorni a Hera e che non hanno avuto risposta. L’azienda considera le contestazioni, che arrivano anche dal vicepresidente del consiglio regionale, una sorta di “pregiudizio”. «Si discute sul metodo e non sull’obbiettivo da raggiungere». Infatti, il problema è anche il metodo.

Perchè chi non è d’accordo deve rincorrere l’azienda e dire espressamente, con un documento firmato in originale e da recapitare in sede, che non si vuole pagare? Altro tempo perso. Ma dove sta scritto che i servizi non richiesti debbano essere prima pagati e poi rimborsati? L’Antitrust ha già sanzionato o contestato queste procedure in altri campi, a partire da telefonia e banche, contestando il silenzio - assenso che viene usato a sproposito dai venditori di servizi.

Altro problema: come saranno gestiti i soldi che gli utenti “volontariamente” o a loro insaputa hanno affidato a Hera per il fondo “fughe d’acqua”? Si parla di milioni di euro (stima: 6 milioni ogni anno) che escono dalle tasche degli utenti per ripianare le perdite. E garantire anche riduzioni di costi per la multiutility. È pacifico, infatti, che per Hera recuperare pagamenti di migliaia di euro da centinaia di clienti comporta costi legali, giudiziari e bancari molto alti. Che invece, con il meccanismo così congegnato sulle bollette di tutti, vengono rovesciati su gli utenti. Ma la solvibilità dei clienti non è un rischio d’impresa?

Ecco le domande che abbiamo posto a Hera e che aspettano una risposta da tre giorni .

1 - Gli interessi bancari maturati sulle somme prelevate dalle bollette verranno capitalizzati? Saranno sommati ed evidenziati nel rendiconto pubblico che Hera promette di rendere pubblico sul suo sito web?

2 - Che fine faranno gli importi raccolti con il meccanismo del prelievo dei 15 euro annui per 1,2 milioni di utenti in tutti i territori serviti da Meta? Resteranno tutti vincolati all’uso dichiarato (pagare con il principio di mutualità, le super bollette agli utenti con perdite d’acqua)?

3 - In caso di avanzi di spesa e durante l’accumulo periodico, i fondi raccolti saranno usati per gli usi generali dell’azienda finendo per generare liquidità a costo zero per gli investimenti e realizzando un profitto di fatto, aggiuntivo?

4 - Gli utenti potranno controllare in tempo reale il numero di interventi per rotture con relativi rimborsi e la parte rimanente sul “Fondo fughe acqua”?

5 - Come si rimedia al prelievo automatico nella bolletta, con la prima rata, se il distacco può essere solo successivo al diniego espresso dal cliente? Il meccanismo applicato da Hera, con un silenzio-assenso forzato nella prima bolletta, come prevede la restituzioni per le quote già versate?

COMMENTA LA NOTIZIA

SUL SITO INTERNET

www.gazzettadimodena.it

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google